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giovedì 28 novembre 2013

Sopravvivenza domestica

Dopo due giorni interi passati a preparare la presentazione della mia TERZA tesi, pur di fare qualsiasi altra cosa, sono ricapitata sul mio amato blog, aperto nel lontano 2008 quando ero una persona decisamente diversa da quella che sono ora e lontana anni luce dove sono finita oggi. Grazie a Dio, aggiungerei. 
Rispolverando le mie pagine sono stata molto fiera di me stessa per l'aver preso nota di tutte quelle fasi che nella mia vita ho attraversato in sei anni, per poterne ridere oggi con un taglio nuovo di capelli e il tipico "senno del poi".
Sono cambiate tantissime cose, chiaramente, ma ce n'è una in particolare che è rimasta -e rimarrà- sempre tale: le vicende domestiche con mio padre quando mia madre parte per la Germania. 
Ed ecco qui la cronaca del terzo giorno:

- bistecche mangiate in due giorni: 1,5 kg a testa
- volte in cui nostro padre ci ha chiesto di dirgli che erano eccellenti: 24
- volte in cui si è autocompiaciuto per le bistecche: 25
- orario medio dell'inizio di cottura del suo sugo per la pasta: 8.00 (sullo stesso fornello il mio caffè mattutino)
- numero di imprecazioni a voce alta contro il telegiornale: 56 (nella media)
- alimenti vietatissimi ingeriti approfittando dell'assenza di mamma: 4 (sorvolo volutamente su quali sono stati)
- probabilità che nei prossimi giorni farà la sua pasta al ragù, sgocciolante di acqua di cottura: 1/1 (siamo spacciate)
- possibilità di arrivare prima di lui in cucina per cucinare qualcosa di buono e sano: 0 (è una lotta impari)
- cucchiai di parmigiano che si è messo sulla pasta: 3
- briciole di pane trovate sotto al tavolo: 100g (molto bene)
- pentole e padelle utilizzate per fare un piatto di pasta: 8 (molto male)

spesa fatta da mio padre (troppo veloce per fare in tempo a fermarlo):
- mele: 5 kg (nonostante ce ne fossero già 2kg in frigo)
- mortadella: 300g (è il suo modo di affrontare la mancanza della moglie)
- acqua: 2 casse (inspiegabile come abbia fatto a trascinarsele fino a casa)
- formaggi di solito a lui vietatissimi: 2 (poteva andare peggio)
- fettine di carne di vitella da 50euro/kg: 3 (giganti)
- pizza bianca: 500g
- rosette: 7 (??)
- mozzarelle di bufala: 500g (bufala compresa, a quanto pare)
unici alimenti di prima necessità a lui richiesti nella lista della spesa:
- latte: 0
- pane: 0

.... maaaaammaaaaahhhhhh!!!!! T___T

sabato 8 dicembre 2012

Come si bacia.

Uomini cari. 
Cari uomini. 

Vi prego, ve lo chiedo a nome di tutte le femmine del pianeta. 
Non sbavate quando ci baciate.
Vi prego, non è difficile.
 
Per rendervi la cosa ancora più comprensibile (giustamente avete da poco appreso di avere il pollice opponibile e avete sicuramente imparato ad usare la vostra mano prensile in molti fantasiosi modi, di cui però non voglio venire a conoscenza) vi mostro un'illustrazione dimostrativa:

Io posso capire che noi femmine siamo così morbide e deliziosamente profumate e così poco pelose in viso che a voi viene proprio voglia di "mangiarci" e che questo istinto possa stimolare il vostro sistema nervoso parasimpatico ad aumentare (notevolmente, in taluni casi) la vostra salivazione, ma vi assicuro: NON CI PIACE

Piccolo addendum scientifico, perchè sono biologa e spiego sempre tutto (anche non vi interessa). 
La saliva è un fluido secreto dalle ghiandole parotidi, sottolinguali e sottomandibolari ed ha come composizione il seguente mix di delizie: 

    Acqua (98%);
    Elettroliti di cui:
        2-21 mmol/L sodio,
        10-36 mmol/L potassio,
        1.2-2.8 mmol/L calcio,
        0.08-0.5 mmol/L magnesio,
        5-40 mmol/L ione cloruro,
        25 mmol/L ione bicarbonato,
        1.4-39 mmol/L ione fosfato;
    Muco composto da glicosaminoglicano e glicoproteine;
    Composti antibatterici come l'enzima perossidasi e immunoglobuline di tipo A (IgA);
    Enzimi. I principali sono:
        α-amilasi 
        lisozima
        Lipasi
   Altri enzimi tra cui: fosfatasi acida, lattoperossidasi, superossido dismutasi, aldeide deidrogenasi
   Cellule umane e batteriche;
   Altre sostanze in misura minore (pepsina, testosterone).

Bene: io tutta questa roba sulla mia faccia, a diluire la mia costosa crema idratante all'estratto di Argan del Marocco, non la voglio. 

Fate qualcosa. 
Fate di meno, anzi.

Chiaramente ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone bavose realmente esistenti (soprattutto) è da ritenersi puramente casuale. 
Non vorrei tornare single. 

Annotazione dovuta: il mio uomo è un attento, delicato, soave e decisamente ipobavoso baciatore che non mi ha in nesssssssssunissima maniera ispirato questo post. Giuro, amore, davvero.  



giovedì 15 novembre 2012

Mai inimicarsi una biologa

Tutte le persone che mi conoscono (alias, tutte le persone che ho ammorbato e che non mi hanno ancora mandata a cagare) sapranno che i due anni di tirocinio in laboratorio sono stati per me molto costruttivi e fruttuosi, e lo sono stati -visto il mio favoloso ed amorevole rapporto col Capo- anche dal punto di vista della mia preparazione bellica. 
Qui un estratto di un elenco di tecniche letali-ma-che-sembrano-incidenti che avevo stilato quando ero nella fase di cercare far comprendere al mio capo di avere ancora VENTI giorni scarsissimi per finire di scrivere la tesi, e che VENTI giorni, facendo ancora esperimenti di dubbia utilità, fossero ESTREMAMENTE pochi.

Quindi se io fossi stata in grado di mantenere la calma residua ed il self-control sarei riuscita ad ottenere ciò SENZA:

a) avere crisi di nervi con lancio di oggetti contundenti di qualsivoglia natura ed infettività
b) sfoggiare tutto il mio fornito repertorio di parolacce utilizzando anche le altre due lingue che conosco
c) piantargli una gilson con punta da 1000 nel petto
d) mettergli dimetilsolfossido nel caffè
e) prepararmi dietro il bancone in assetto da guerra con eppendorf di potentissimo ghiaccio secco
f) chiamare la sezione di igiene mentale dell'ospedale e farlo portare via
g) scambiare il suo bagnoschiuma con una soluzione di acido cloridrico e fosforico
h) rubare il numero di telefono della moglie e chiamarla facendo la parte dell'amante gelosa
i) attirarlo con inganno nella stanza frigo e chiuderlo lì
l) nascondergli nella tasca della giacca un sacchetto con polvere bianca di bromuro di potassio e chiamare la finanza
m) bruciargli inavvertitamente quei 4 peli in testa che gli sono rimasti con la fiamma del becco bunsen
n) riempirgli il serbatoio della moto con ipoclorito di sodio
o) ricoprire i suoi guanti con un sottile strato di super attack
p) mischiargli tutti i fogli sulla scrivania
q) usare il suo timbro e la sua firma per sottoscrivere abbonamenti decennali a riviste porno gay da spedire direttamente a casa
r) rinominare con nomi astratti tutti i file che ha sul pc
s) smagnetizzargli tutte le carte di credito col badge
t) spingerlo nell'ultracentrifuga e accidentalmente premere ''vacuum''
u) fare una piccola iniezione di loading buffer blu intenso nel suo tubetto di dentifricio
v) dimenticare il suo panino nel -80°
z) solidificare le sue chiavi del motorino in una vasca di agarosio 10%


alla fine tutto è bene quel che finisce bene, perchè non so quale incrocio degli astri si è reso favorevole in modo da farmi finire il tutto 2h prima della consegna ma...

...mai inimicarsi una biologa.


martedì 31 agosto 2010

Manuale di Sopravvivenza per Uomini

… alle prese con Donne Mestruate.

Miei cari amici uomini (uso un tono colloquiale facendo finta di non odiarvi) mi trovo qui, con le mie smaltate ditine, a scrivervi un concentrato di saggezza preziosissimo che vi permetterà di uscire più o meno illesi da un contatto con una donna col mestruo.

Eh perchè si sa: ci vogliono destrezza, tatto, astuzia e intelligenza per interagire con un esemplare di sesso femminile in quei giorni lì.

…e per quanto ho visto, non ne siete certo campioni olimpionici.

Dunque come prima cosa vi consiglio caldamente di abbandonare ogni tipo di pregiudizio (di cui siete fornitissimi, non mentitemi: io so tutto) e di affidarvi a me.

Ora: dalle storie di guerra del passato e dalle situazioni di pericolo di vita (perchè è di questo che si tratta) sappiamo che è importante conoscere il nemico, prima di affrontarlo. Una donna col mestruo SEMBRA un essere umano normale, che continua a respirare ossigeno, a nutrirsi col vostro stesso cibo, a lavorare e a dormire. Sappiate che non è vero. Una donna col mestruo si trasforma: solo la carrozzeria rimane all’incirca la stessa (salvo per la taglia in più di tette, che per quanto fittizia a voi comunque non dispiace) ma è dentro, nell’insondabile inconscio, che avviene l’incontrollabile mutazione. Lei vi può sorridere amabilmente e nel frattempo immaginare di fare a pezzi il vostro cadavere. Può avere una crisi isterica da ricovero se dovesse caderle la penna per terra. Può saltarvi addosso come una ninfomane e un attimo dopo essere disgustata da voi come se foste composti di muco verde. E poi, vi siete mai chiesti come ci si possa fidare di una creatura che sanguina copiosamente una volta al mese ma non muore mai?

Sappiatelo, miei ignari amici uomini: una donna col mestruo è pericolosa. E’ mortale. E’ in grado di farvi passare la voglia di vivere come una zanzara che vi ronza nell’orecchio di notte. Può benissimo distruggervi la PlayStation senza nessun senso di colpa, se questa si trovasse per caso ad intralciare il suo cammino per casa.

Ora che vi ho spaventati abbastanza, come se fosse stato necessario, passiamo alla pratica. Ecco una lista delle cose che NON dovete assolutamente neanche pensare di fare:

1. ignorare il problema: tanto non serve. Se voi ignorate lui, lui di certo non ignorerà voi.

2. rispondere dicendo cose del tipo “ahò, ma che c’hai le tue cose?!’’ che per quanto possa essere vero, dovete fare finta che non lo sia. Fidatevi. E’ come accendere la miccia ad una carica di tritolo da 500 Kg.

3. dire/fare/lasciare intendere qualsiasi cosa che possa significare che la vostra donna si discosti dalla perfezione per anche solo 1mm. Equivale a pagare un biglietto di sola andata per l’Altro Mondo.

4. commentare il suo abbigliamento con affermazioni diverse da “ommioddio ma sei stupenda” - “ti sta benisssssssssssimo” ..eccetera. E dico anche nel caso in cui la vostra femmina sembri una tenda da circo o la brutta copia di Gina Lollobrigida o Moira Orfei (o Platinette).

5. ridicolizzare le mutande da nonna in cui la gentil donzella è costretta suo malgrado ad infilarsi. Non fa ridere.

Non vi do altri esempi, eh sennò che divertimento c’è se vi svelo tutto? *

*in realtà non me ne vengono altri in mente e sono troppo pigra per rifletterci ancora, cavatevela da soli: siete grandi grossi e vaccinati.

Ecco qui invece (per assicurarmi un posto in Paradiso) un breve elenco delle cose che possono favorire la vostra sopravvivenza in senso positivo, e che di conseguenza sono ben accette:

1. complimenti. I complimenti funzionano sempre. E se proprio non avete fantasia ve ne dico un paio io:

  1.1 per come fantasticamente stanno i suoi capelli (anche se sembrano un mocio fuori uso),

  1.2 per il geniale abbinamento delle scarpe con la borsa (anche se si tratta di marrone/nero, rosso/rosa.. NON FA NIENTE)

  1.3 per l’essere dimagrita! (anche se pesa 80kg, si nota quando viene perso qualche etto no?!)

  1.4 per la deliziosa cena che vi ha preparato (a base di tonno in scatola e pan carrè)

  1.5 per la simpatia di sua madre

2. fate finta che il calcio non esista. Guardate con lei la sua soap opera preferita. (eh lo so, ma se soffre lei, dovete soffrire anche voi. Parcondicio.)

3. offritevi di aiutarla in casa. Fate la spesa. Lavate. Stirate. E non lamentatevi. I dolori che prova per voi sono a dir poco incomprensibili, voi baldi giovani che avete la lacrimuccia e vi comportate da malato terminale per un po’ di aria nell’intestino.

4. usate un po’ di fantasia, intelligenza, pazienza, tatto, dolcezza e tanto buon senso. Insomma, cercate di essere per quei giorni un po’ meno “uomini” del solito e siate più “donne”.

Bene, detto ciò, conoscete il mio indirizzo qualora mi vogliate mandare dei fiori o dei diamanti per ringraziarmi di aver cambiato la qualità della vostra vita con la mia saggezza.

Grazie e a presto.

giovedì 25 marzo 2010

De hominis dementiae

Ora, dopo un lungo e ponderato periodo di astinenza dal mio sapiente scrivere (leggasi: collezionare baggianate) mi ritrovo qui, a riflettere sugli esseri umani.
E' perchè ci sono delle cose che proprio non capisco: a volte la nostra specie si dimostra terribilmente STUPIDA.
Gli animali e persino le piante imparano e si adattano alle cose, noi no: siamo evolutivamente TORDI.
Ci sono innumerevoli esempi: infatti in qualità di donna di scienza ho condotto uno studio con tanto di analisi sul campo (i vari habitat in cui gli esemplari oggetto dello studio si possono trovare), dati statistici, osservazioni critiche, confronto con i colleghi, nonchè esperienze personali, ahimè.
A sconcertarmi è la mancanza di capacità di adattamento alle situazioni: santo cielo, il "fai una cosa? vedi che è stupida? non farla più" è un concetto che evidentemente per molti individui di homo sapiens è troppo difficile da prendere in considerazione.
Ma passiamo agli esempi pratici. Come se questo fosse un articolo scientifico pubblicato su di una rinomata rivista internazionale (e sono certa che fra non molto lo sarà ), mi appresto ad elencare innanzitutto

Materiali

Cervello con sinapsi collegate su ''on'', carta, penna, tanta pazienza.

e Metodi:

Osservazione con espressione sconcertata e allibita.

Osservazioni correlate di possibili spiegazioni:

Dunque ora procedo nel descrivere qualche esempio di comportamenti nonsense che i nostri consimili talvolta assumono.

a) un classico, di quelli che non passeranno mai di moda: ostinarsi a spingere con forza e convinzione le porte dove sopra, ad altezza degli occhi, c'è scritto in cubitale tirare.
E' più forte di noi, anche se l'abbiamo letto, il tirare, spingiamo lo stesso. Così, perchè... prima bisogna assicurarsi che effettivamente non si apra spingendo, oppure perchè vogliamo verificare se quella scritta non sia per caso ingannevole. Chissà, tento di darmi una spiegazione più o meno logica per non andare a parare al banale ma sempre vero ''siamo stupidi''.

b) ora dimostro che, sebbene in natura quasi tutto si basi su di essa, gli esseri umani non comprendono il concetto di ''osmosi''. Nella metro e anche sull'autobus vige l'elementare regola del ''lasciare scendere prima di salire''. Ma perchè c'è questa accortezza da seguire? foooorse perchè se prima i passeggeri non scendono non si crea lo spazio per farne salire altri? No, evidentemente non funziona così. Dev'essere diverso: pretendiamo prima di salire perchè i corpi solidi devono in qualche modo comprimersi fino ad arrivare allo stato di antimateria. Sennò non siamo contenti. (ho fatto anche uno schema)
c) passiamo adesso al comportamento adattativo degli esseri umani alloctoni (= non originari di questo luogo, per chi non lo sapesse, modestamente noi biologi siamo terribilmente colti e conosciamo un sacco di parole fichissime).
Ma vediamo cosa succede: sulla metro sale un gruppo di turisti (di età variabile, che sia di giovani o ultraottantenni dentierati non fa differenza), sghignazzando e chiacchierando, ridendo e parlottando.
Entrano e le porte della metro si chiudono.
La metro riparte (perchè è fatta apposta per questo) e STRUMP TUMP TUMP TUMP TONF: rischiano di cadere, tutti. Ma io dico: nel vostro Paese, qualsiasi esso sia, non esistono metro, autobus, treni, aerei, scale mobili o semplicemente oggetti in movimento? Ero convinta fosse istinto il reggersi ai sostegni quando la piattaforma su cui poggiamo i piedi si muove. Evidentemente no. Forse fa parte dell'essere turista il perdere l'equilibrio sui mezzi, insieme al portarsi la macchinetta fotografica e farsi fare l'equivalente di una rapina a mano armata pagando 5 euro un cappuccino in centro. O magari sono io che mi sbaglio e nel loro luogo d'origine le leggi della gravità sono diverse. Mah, strani questi stranieri.

d) ultimo esempio, giusto per non deprimerci troppo.
Allora. Noi esseri umani abbiamo inventato quelle favolose cose che si chiamano computer. Abbiamo anche in un certo senso inventato la musica. E mettendo insieme la musica con il computer abbiamo persino tirato fuori cose come i programmi per farcela ascoltare e i cd. Ma. Ma. Talvolta, quando abbiamo voglia, appunto, di sentire un po' di musica ci accorgiamo che qualcosa non va: il computer ci dice che la musica c'è ma non non riusciamo a sentirla. E lì il panico. Iniziamo a smanettare ovunque, spingiamo tutti i tasti, andiamo a controllare le più complesse e improbabili impostazioni, diamo capocciate allo schermo e ci andiamo persino a pulire le orecchie (non si sa mai). Dopo circa un'oretta, ecco il lampo di genio: accendere le casse.


Conclusioni:
Un organismo unicellulare con un ventesimo del nostro genoma che vive nella profondità degli abissi è più furbo di noi.

giovedì 26 novembre 2009

la tesi: sfida ai confini della crisi di nervi

Ritorno sulle mie pagine dopo un periodo di tempo che definirei decisamente imbarazzante [sì, mi autopunirò] per raccontare cosa accade quando uno studente universitario arriva al fatidico momento della consegna della tesi in segreteria.

Il suddetto esemplare di giovane adulto di specie umana (cioè io) si trova sfinito da: 3 anni di studio, 22 esami, 14 laboratori, migliaia di euro in tasse e libri, chilometri e chilometri di fila in segreteria, 1789 caffè alle macchinette, notti intere passate a studiare, 24 correzioni della bibliografia della tesi e altrettante delle citazioni intratesto, medaglia d'oro e d'argento nella nuova disciplina olimpionica ''rincorri il prof.'', il peso sulla coscienza di un'intera foresta a causa dell'industriale consumo di post-it, ripetute sindromi da tunnel carpale a causa della velocità nel prendere appunti, numerose sedute psicanalitiche e..
..creeeeeede che sia tutto finito, e INVECE NO: era solo l'inizio.

Bene, innanzitutto è opportuno menzionare che è stato scientificamente provato che il giorno della consegna della tesi stranamente coincide per chiunque con un particolare incrocio degli assi stellari nel suo segno, portando alla liberazione contemporanea di tutta la sfiga accumulata nel corso della sua vita attuale e di quella passata.
Questo si esplica nel fatto che ad attenderlo, quel giorno, ci saranno una serie di improbabili avventure che farebbero invidia persino a Fantozzi nei suoi momenti peggiori.

E tutto ciò, ovviamente, è successo anche a me.
L'ultima correzione della relatrice sulla mia tesi è arrivata ieri pomeriggio alle 17.30 (sorvolo sul fatto che fosse tardissimo e le implicazioni che questo ha avuto sul mio stato psicofisico nell'ultima settimana), si trattava di rivedere e ricontrollare parola per parola la mia impercettibile bibliografia, di appena 142 articoli.
Comunque fatto ciò fino all'una di notte (e dopo aver di conseguenza perso qualche diottria) sono andata a dormire, ignara di quel che mi avrebbe atteso il giorno seguente.
Così stamattina mi sono alzata di buona lena per finire le altre correzioni e per cercare un certo dato che -ovviamente- non ho trovato. Escogitata poi, dopo notevole spremitura di meningi, una via per fare la vaga ed evitare di menzionarlo, ho compilato l'indice generale con i numeri delle pagine. Quindi apro il suddetto file e noto di non aver aggiornato i titoli dei paragrafi, fatto questo, scrivo la numerazione notando tristemente che mi si stava sballando (in diretta, tanto per rendere il tutto più drammatico) l'intero margine destro creato con tanta cura. Impreco e lo rifaccio riga per riga, contando i puntini.
Fatto ciò, e ricontrollato tutto con concentrazione da chirurgo, arriva il fatidico momento di salvare i file su due cd vuoti e già firmati (e quindi preziosissimi), da consegnare in segreteria due ore dopo. Ho fatto un cd abbuffo due giorni fa, quindi non c'è niente di più banale e semplice no? hahahahahahahahaahahahha (risata sarcastica).
Vado tutta felice e zompettando su ''start''-''programmi''-''nero''.
Ma.. non succede niente.
Non mi perdo d'animo, ritento, magari non ho cliccato bene.
"start"-"programmi''-''nero''.
Niente. (leggero accenno di panico, fase in salita)
Riprovo un'altra volta, illudendomi di aver sbagliato io qualcosa.
Non si muove nulla, neanche il mouse. E' impallamento totale. Fantastico. (= panico)
Ok. Mascherando il sudore freddo che mi scende dalle tempie e cercando di reprimere tutte le parolacce che conosco insieme all'istinto di lanciare il computer dalla finestra, riavvio.
Stessa cosa. Niente da fare, nero non si muove.
Oh, all'improvviso nero si apre invece! Dai! (il tempo inizia a stringere) Ma.. mi si aprono circa diciassette finestre una sopra l'altra, una più impallata dell'altra.
Nella mia mente inizia a formarsi l'idea di lasciar perdere questo ammasso di ferraglia (che prima di quel momento chiamavo con affetto "pc") e di farmi masterizzare i cd in copisteria.
E così faccio, salvando tutto su penna usb e complimentandomi con me stessa per la grandiosa idea. Pranzo al volo (alle 11.30, schifus) e prendo la metro. Arrivo alla copisteria, il buon uomo apre la penna e... alcuni file non sono leggibili. Cioè, tecnicamente si aprono e sono pure leggibili, a patto che si conosca il codice morse.
Arrivata a questo punto all'impercettibile confine che mi separava da una crisi di nervi, ho proposto al malcapitato di aprire i file su un altro pc e.. grazia divina, funziona.
Tutto messo su cd e via di corsa a lezione! (perchè sono una masochista, sì)
Un quarto d'ora prima dell'apertura della segreteria, arrivo lì e vedo la fila arrivare fin quasi alla porta: ok, nessun problema, ho tempo ed ho tutto sotto controllo.
Dato che dovevo seguire due file, mi sono fatta tenere il posto da un collega: ovviamente, dopo un'ora e mezza di attesa, tocca a me contemporaneamente in entrambe le file.
Cercando di trovare la soluzione più semplice e meno dolorosa propongo alla ragazza a mio seguito di fare a cambio, inserendomi così nell'altra fila evitando il linciaggio per un soffio.
Naturalmente il tizio dietro lo sportello trova il tutto molto divertente e si diletta a prendermi in giro, tuttora non so per cosa. Consegnato, dopo 10 min, il primo maledetto cd torno all'altra fila implorando umilmente perdono agli altri e preparandomi a qualche librata, che per fortuna mi è stata risparmiata.
Entro nella seconda segreteria, mi siedo e il simpaticone di turno mi chiede, tutto serio:
- "scusa ma è tuo questo cd?''
- ''O.o eh? si, certo che è mio''
- ''no sai, perchè il nome.. Vincenzo.. hahahahaha''
- '' ... '' (appellandomi a quel briciolo di calma che mi era rimasta)

Finalmente poi riesco ad uscire da quel luogo di tortura e a pensare: VITTORIAAAAAA.

sabato 18 aprile 2009

grafico 2

Ed eccomi di nuovo qui a dimostrare al mondo intero la mia perfetta padronanza (??) della matematica e di tutti i suoi annessi e connessi, e lo faccio mediante la creazione (a seguito di una fulminea illuminazione, ieri) di un altro grafico.
Dato che all'università ormai ne devo leggere uno ogni due righe, ho deciso di dedicarlo proprio a questo argomento, ovvero l'indice di gradimento del corso di Farmacologia e Tossicologia che sto seguendo rispetto al tempo. I più astuti noteranno tutti i più sottili e coltissimi dettagli, ma dato che ho anche a che fare con affezionati lettori del Bioparco, faccio una breve introduzione per renderne la comprensione più semplice e piacevole.

L'idea di questa mirabolante opera di Alta Statistica nasce dal fatto che la prof.ssa di questo corso non sembra avere un'idea unitaria e coerente della modalità d'esame alla quale sottoporci, mostrando repentini cambi di umore (e di personalità, dato che in alcune lezioni ha assunto sembianze e nomi diversi) che portano noi studenti a svariati rischi di infarto.

E voilà.

[cliccare sull'immagine per ingrandirla, perchè così, giustamente, non si legge una mazza]



martedì 7 aprile 2009

lettera

"gentilissima signora Terra,

sono un essere umano femmina, e poggio allegramente le chiappe sul Suo suolo da poco più di 21 anni. Le scrivo questa lettera perchè non avrei altresì modo di comunicare con Sua Grandezza, dati i pochissimi ed inefficienti mezzi di comunicazione intraplanetari di cui la mia piccola ed inutile specie dispone.

Vorrei ordunque con questa mia, pregarLa cortesemente a nome di tutta la popolazione che ha come habitat naturale le zone interessate, di PIANTARLA DI TREMARE COSI'.
Io, in quanto donna, posso capire la Sua premura a dimagrire, dati i Suoi 40.054 Km di girovita, ma non può credere che Tesmed funzioni sul serio!

Oltretutto sono passate le ere geologiche in cui le modelle andavano anoressiche! ..adesso piace la femmina in carne! o in pietra e roccia (a seconda delle situazioni).
E poi, stia a sentire a me, lo sa che durante un movimento vibrante si evidenziano di più le imperfezioni (crateri vari, ritenzione idrico-oceanica, antiestetiche ammaccature, distese di inutile sabbia) che rispetto a quando si sta belle ferme ed immobili come in una vetrina?

Ah, ma io capisco che Lei è costretta a non farci dormire sonni tranquilli a causa dell'energia che accumula, un po' come quello che succede nell'apparato gastrointestinale di noi banali mammiferi dopo una mangiata pesante, ma che ne pensa di utilizzarla per scopi più utili?
Non so, per citare qualche proposta che mi sono permessa di inventare, potrebbe utilizzarla per creare una fresca brezza d'estate e un bel vento di scirocco l'inverno, così staremmo tutti meglio e noi umani non saremmo costretti ad impuzzolirLa con disgustose emissioni inquinanti per poter sopravvivere alle 4 stagioni (immaginarie) .

Bene, con ciò credo di aver finito, Le auguro una IMMOBILE serata. (e l'auguro pure a me)

Distinti silicati. "

venerdì 13 marzo 2009

sei un vero biologo se..

finiti gli esami della sessione, alla riguardevole data di ieri, sono quasi certa di poter stilare una lista delle follie di noi biologi, in base alla mia esperienza personale:

sei un vero biologo se...

- sai che le formiche (a parte che dentro casa) hanno motivo di esistere
- .. ma ciò non ti impedisce di ritenere disgustoso tutto ciò che possiede più di quattro zampe
- ritieni interessante sapere come si riproducevano gli animali estinti
- conosci il perchè delle cose
- trovi terribilmente emozionante vedere una soluzione cambiare colore e iniziare a puzzare per opera tua
- non ti fermi alle apparenze
- immagini piccoli batteriucci pelosi ovunque
- .. e per questa ragione vorresti disinfettare qualsiasi cosa devi toccare, o anche solo guardare
- ti lavi le mani e fai il tifo nella lotta sapone vs sporco immaginandoti il tutto a livello molecolare
- vorresti spiegare a chiunque perchè quella pianta è così alta (sapendo perfettamente che gli altri se ne sbattono allegramente)
- ti senti in dovere scientifico di sezionare il pollo fritto
- non ritieni nulla "banale"
- sai a cosa serve un cannoncino biolistico
- rivedi i comportamenti delle scimmie simili a quelli umani (e molto spesso viceversa)
- sai che alcune foglie hanno due facce diverse, e la cosa ti entusiasma parecchio
- vorresti spiegare in termini molecolari a tua nonna perchè il sale va messo solo quando l'acqua bolle già
- sei perfettamente cosciente che la gran parte delle persone che hai intorno non sanno tu in realtà cosa fai
- ... e che ti ritengono pazza
- non puoi continuare a vivere se non hai un pelouche a forma di batterio (o virus, a seconda dei gusti)
- il sabato pomeriggio vai a Villa Borghese...ma ti chiudi nel museo di Zoologia
- non mangi più yogurt ..
- dopo aver dato l'esame di fisiologia vegetale balli il tip tap sul libro, prima di sbolognartelo subito
- quando vedi pane vecchio non dici ''muffa'', ma ''Rhizopus Stolonifer''
- per te non è ''vespa'' ma ''imenottero''
- osservi con sguardo indagatore qualsiasi pianta, animale, fenomeno fisico/chimico
- vedi un barattolo di sott'oli pieno di colonie batteriche non lo butti, ma ci lasci sopra un bigliettino a tua madre con scritto ''sono colonie di Clostridium Botulinum, un batterio che secerne la tossina botulinica responsabile di paralisi muscolare flaccida. CHE FICO. ora puoi anche buttarlo'' (l'ho fatto ieri XD )
- ami follemente quello che fai.




qualche altra follia che mi sono dimenticata?

sabato 28 febbraio 2009

io in 25 frasi

un giochino su facebook che mi è piaciuto seguire è stato il descriversi in maniera spontanea in 25 affermazioni, e queste sono le mie.

1. sono maniacale per quanto riguarda l'ordine, in ogni ambito

2. odio i peperoni, il pesce lesso e il risotto e una volta sono stata invitata ad un pranzo dove sono state cucinate ESATTAMENTE queste cose

3. per esperienza sono diventata diffidente e perciò a volte appaio fredda al primo impatto

4. adoro leggere

5. ho il talento per le lingue e tutti mi dicono che avrei dovuto scegliere questo all'università

6. la mattina passo un tempo indefinito a decidere cosa mettermi e in quelle occasioni in cui per caso lo so già impiego un decimo del tempo a prepararmi

7. ho la fissazione della puntualità e quando sono in ritardo divento simpatica quanto l'ortica, specialmente se non è colpa mia

8. se non faccio colazione non riesco neanche a superare la soglia della porta di casa

9. detesto quei discorsi retorici di luoghi comuni di cui le persone parlano giusto per non sforzarsi ad avere un'opinione propria ma riciclano in maniera più o meno elegante quella degli altri

10. ho un fortissimo istinto materno e sono certa che quando avrò figli saprò dare il meglio di me stessa

11. le persone che si lodano da sole e che sono eccessivamente egocentriche mi fanno venire il latte alle ginocchia

12. non potrei vivere senza amicizie femminili con cui dissezionare l'animo e il (eventuale) cervello maschile davanti ad un buon bicchiere di vino

13. in classe al liceo venivo soprannominata Gala, come un personaggio di Virgilio, per il colore pallidiccio della mia pelle, i capelli scuri e gli occhi chiari

14. ...ma venivo anche soprannominata Mercoledì (fam. Addams) perchè una volta ho commesso il fatale errore di farmi le trecce

15. sono anni che dico a Dalia (e al resto del mondo) che non ho i capelli neri ma MARRONI

16. sono tedesca quanto basta (??)

17. mi innervosisco da morire quando la mattina mia sorella entra in camera mia per inguattarsi qualcosa dal mio armadio e mi sveglia

18. ...specialmente quando QUELLA COSA me la volevo mettere io

19. ho più paura ad andare dal parrucchiere che dal dentista

20. ho il terrore viscerale delle palestre e di quelle attività che si fanno in gruppo davanti allo specchio (perchè sono certa che io sarei l'unica ad essere costantemente fuori tempo)

21. io e mia sorella siamo l'esatto opposto ma non potrei mai vivere senza di lei

22. i miei amici trovano terribilmente divertente mettermi in mezzo in situazioni imbarazzanti per osservare il mio viso diventare color porpora con una velocità che neanche i camaleonti

23. odio chiedere soldi ai miei e per questo spesso vado in giro con due lire

24. se mi becco la sinusite mi dura per tutto l'inverno

25. mi piace esprimermi con un linguaggio articolato e forbito e spesso quando scrivo mi ci impegno proprio

venerdì 21 novembre 2008

pubblicità 2 la vendetta

Mi ritrovo di nuovo qui sulle mie pagine a riflettere sul quoziente intellettivo che le odierne pubblicità attribuiscono a noi spettatori.
Ed è sempre il buon Gerry Scotti a darmi l'ispirazione: pausa di Chi Vuol Essere Milionario, stavo ingenuamente piantando la forchetta nell'insalata quando, sgranando gli occhi e smettendo di masticare, mi sono resa conto che stava iniziando la fantastica pubblicità Cadey. E lì ho posato la forchetta, devo sempre concentrarmi quando la fanno.
Si ritrovano Gerry ed una signora (di età avanzata) in uno studio.
Le prime parole sono: " Gerry, lo sai qual'è la prima cosa che gli uomini notano in una donna? ''
e lui, sorridendo come se fosse la cosa più delicata e romantica da dire ad un pubblico di oltre il 50% femminile: "eeeeh mia cara, lo so perchè lo faccio sempre anche io, è ovviamente il lato B''.
Allora, innanzitutto GRAZIE EH.
Poi vorrei soffermarmi un attimo sull'espressione lato B: ora, questo fantastico eufemismo è stato sapientemente scelto per non nominare le parole sedere, chiappe, fondoschiena (tralascio gli altri sinonimi meno eruditi) : tutte espressioni naturalmente gergali, brutte e poco televisionamente fini. MA "LATO B" E' PER CASO MEGLIO? mica siamo delle cassette! Per quanto polimorfiche riusciamo ad essere noi femmine non credo ci si possa raggruppare tutte come basse larghe e piatte da entrambi i lati. Sarebbe tragico. Ma passiamo oltre.
(riflettendo, mi viene in mente che non abbiamo neanche la funzionalità ''stop'', per cui è proprio impossibile essere paragonate ad una cosa che si può far tacere con un pulsante, ndr. )
Il vero clou (se si scrive così) della pubblicità è proprio il prodotto che vuole farci comprare: "La Linea Rialza-Glutei". Sì sì, avete letto bene, un RIALZA-GLUTEI. Praticamente un reggiseno, ma per le chiappe. Citando: "l’applicazione costante del Siero (una pozione magica) ha un’azione rimpolpante e volumizzante che restituisce tono, volume e un aspetto “brasiliano”al “lato B” ". Io già non provavo simpatia per le brasiliane, ora che devo plasmare le mie chiappe in base alle loro sinceramente non le posso vedere proprio. E poi l'espressione rimpolpante mi fa senso.
Quindi, riassumendo, noi femmine dobbiamo già passare ore a ristrutturarci la faccia con lo stucco, ciecarci gli occhi col mascara, scottarci le orecchie con la piastra, [sorvolo il problema depilazione], avvelenarci di ammoniaca per non mostrare i capelli bianchi, distruggerci i piedi nelle scarpe col tacco, costringerci le tette in degli arnesi diabolici col ferretto e adesso tocca pure rialzarci meccanicamente le chiappe?!
Oltretutto la pubblicità dice che ''glutei sodi alti e belli sono il sogno delle donne di tutte le età'' ... sinceramente io arrivata a 70-80 anni mi preoccuperei di più di avere ancora tutti i denti.

lunedì 22 settembre 2008

l'oggetto dei desideri

Ebbene, ho provato in tutti i modi a trattenermi dallo scrivere questo post, ma il cuore ha vinto sulla ragione.

Tutto ciò perchè voglio condividere con il mondo intero la mia nuova scoperta: un oggetto divino. Geniale. L'invenzione umana più intelligente dopo la ruota e la nutella. Una di quelle cose che prima o poi devono capitare fra le mani di un essere umano per essere ammirate e venerate, per rendere la sua vita degna di essere vissuta.

Ma voglio prima raccontare la sua storia ( cioè la mia prima di possederlo ) :

"C'era una volta una ragazza, che nella sua grigia e monotona esistenza non sapeva come custodire e ordinare le sue molteplici e più brillanti idee, dandole in pasto al tempo e al dimenticatoio. Ah, quante fulgide scoperte furon così perse dall'umanità! Ella si prodigava nel raccogliere tutti i fogli manuscritti nel miglior modo possibile ma l'entropia dell'universo si sa, tende ad aumentare, per cui anche il disordine sulla sua piccola scrivania. Ma un giorno, ecco l'illuminazione, ecco il pensiero che cambiò la sua esistenza in modo sì radicale da renderla felicemente irriconoscibile. Tuttavia, ella non sapeva se cotal magnificente oggetto fosse in vendita ( tanto era strabiliante la sua funzionalità ) che fu quasi subito delusa: "ma no, non esiste una cosa così"... Tuttavia, per la fortuna di tutti noi, il caso volle che ella non si arrese subito, così si recò nel più vicino e fornito negozio del settore. E lì, il corso della storia umana subì un drastico cambiamento. Lì, esposto in secondo piano, eccolo.. L'oggetto più intelligente che mente umana sia mai stata in grado di concepire. Solo 10 euro il suo misero terreno valore, impareggialmente incalcolabile quello sentimentale. Era lui l'oggetto dei suoi desideri, tanta l'emozione che stentò a credere di poterlo tenere fra le mani. Il BUCAFOGLI. "

Traaaap, 4 buchi e via nel raccoglitore. Così tanta intelligenza in un singolo arnese quanta non se ne vede in molte aule universitarie.

"Da quel giorno, la ragazza ed il suo bucafogli furono inseparabili, e vissero felici e contenti."

lunedì 30 giugno 2008

donne!

Riflettevo.
Noi donne siamo delle personcine del tutto particolari.
Troppe se ne sentono dire su di noi, perciò voglio fare un po' di chiarezza: ci dicono che siamo rompiballe, che siamo palesemente incapaci di fare un parcheggio in meno di 15 manovre, siamo superficiali, fissate, piagnone, acide, spendaccione, chiacchierone, perdiamo la cognizione del tempo quando entriamo nei negozi ma la riacquistiamo magicamente durante le partite di calcio, abbiamo seri problemi con la matematica e con lo smezzare gli scontrini, siamo eterne indecise (certo, mica è facile decidere fra un vestito rosso chiaro o rosso leggermente meno chiaro! ci sono una serie di implicazioni socio-psicologiche che non si possono ignorare), ce la tiriamo, facciamo le sostenute, siamo banali, viviamo nella costante e frustrante illusione della dieta, fracassiamo le palle e questo ci diverte un mondo, siamo paracule.
E sono tutte cose vere, oltretutto.
PERO'. Però.
Abbiamo anche dei lati positivi, taaaaaanti lati positivi.
Inanzitutto siamo belle, sì, siamo tutte belle. Dentro, fuori e nel mezzo. ( ?? )
E poi siamo intelligenti. Quasi tutte.
Siamo decorative: sappiamo far sentire il nostro uomo come il più macho sulla Terra davanti agli amici. Siamo simpatiche: riusciamo a fare amicizia in un batter d'occhio quando facciamo un complimento alle scarpe di una nostra consimile. Ehm.. e allo stesso modo sappiamo odiare con la cattiveria di cui nessun uomo è mai stato in grado, perchè quelle scarpe le avevamo viste prima noi! Abbiamo il senso dell'umorismo, talvolta anche nel modo di vestirci.
E oltretutto, basta poooochissimo a renderci felici:
- trovare a 1 euro lo smalto esattamente come lo cercavi, non troppo trasparente e non troppo opaco, dopo innumerevoli ricerche
- iniziare la giornata comprando la borsa bianca grande dei tuoi sogni (e desiderarne solo un'altra, marrone)
- un complimento
- la mascherata ipocrisia delle amiche quando ti dicono che sei dimagrita
- la cioccolata
- avere l'occasione di metterci la gonna e di sentirci le più fighe della città
- avere un uomo nei paraggi quando non riusciamo ad aprire le bottiglie
- una magliettina nuova
- quelle barrette di cioccolato e cereali senza zucchero
- un fiore
- e tantissime altre piccole cosette che voi uomini di sicuro sapete (??)

insomma... non siamo incredibilmente adorabili?

venerdì 13 giugno 2008

il calcio.

Definizione: gioco di squadra in cui due formazioni composte da 11 giocatori ciascuna si affrontano rincorrendo una palla da un lato all’altro di un campo di erba finta delle dimensioni del Principato di Monaco, e quando la ottengono la tirano di nuovo via.
Regole: L’ardua missione è centrare con il pallone la megagalattica porta di ferro e rete avversaria difesa da un giocatore apposito: il portiere (che ahimè si trova soggetto a frequenti traumi cranici dati dalle capocciate ai pali per aver lisciato la palla) . Si possono usare solo i piedi tranne nel caso del precedentemente citato portiere. Naturalmente regolamento non scritto prevede anche l’utilizzo di cranio, gomiti, ginocchia, unghie, tacchi, borsett.. ehm.. per arrecare danno ad giocatori e mettere fuori uso quelli più bravi ( definiamo quest’ultimo processo come selezione naturale ) . Il personaggio adibito a far rispettare le regole è detto arbitro: la sua funzione è correre appresso alla palla come tutti gli altri giocatori ma è l'unico che non deve calciarla, deve tramite occhi da camaleonte tenere attenzione ai calci sugli stinchi fra giocatori o all'eventualità di fuorigioco ( che purtroppo non posso spiegare in questa sede visto che ancora non ho capito di che si tratta) . Tuttavia spesso incorre in una pessima sorte, nel migliore dei casi viene preso a capocciate, nel peggiore viene apostrofato come cornuto e rincorso per tutto il campo.
Il tifo: fenomeno abbastanza singolare del comportamento umano è il tifo: questo atteggiamento comporta l'indossare 170 euro di completo maglietta-calzoncini dei colori della squadra, sebbene questo possa significare vestirsi completamente di rosa o di qualche strano abbinamento multicolor verde-giallo-rosso. Talvolta ( per non dire sempre) il fenomeno del tifo si può trasformare invera e propria psicosi nei soggetti più sensibili ( per non dire tutti ) il che comporta durante la visione di una partita in tv il completo alienamento dalla società, il trasformarsi in scaricatore di porto anche del più silenzioso e pacato notaio, il sovraconsumo di alcolici ( per lo più birra) e cibi ipercalorici quali pizza o patatine, ed il disorientamento al ricordo di possedere una di quelle cose dette fidanzata. Una variante del tifo riguarda l'allenatore che si trova in panchina: frequente iperventilazione e sfiorati attacchi di cuore caratterizzano questo personaggio che rischia che gli scoppi la coronaria per indicare al suoi giocatori la tattica da seguire. Impassibile in tribuna il presidente della squadra, invece.
Considerazioni: è curioso notare come l'evoluzione della specie umana abbia reso gli individui femmine completamente immuni da questa... condizione. Per l'aspetto biochimico-genetico negli individui maschi si rimanda al post riguardante l' "operone calcio".
Puo' avere effetti collaterali anche gravi, in caso di disturbi della personalità contattare un medico.

Ogni riferimento a cose o persone realmente esistenti è .. più o meno casuale. Se vi sentite offesi da quanto su scritto.. siete nello stadio "patologico", dunque, contattate uno specialista.

domenica 8 giugno 2008

giorno prima dell'esonero

- "te per domani stai carica?"
- "carica in che senso, di psicofarmaci? ''

grafico: voglia di studiare/tempo


CLICCARE SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA ed ammirarne i più significativi dettagli.

N.B. commenti del genere "non hai un cacchio da fare" non sono ben accetti, dato lo sforzo cerebrale investito in questo mirabile lavoro di alta statistica. Grazie.

lunedì 2 giugno 2008

somiglianze

laboratorio di anatomia comparata dei vertebrati:
il professore prende in mano un cranio (se non sbaglio di un coccodrillo) "vedete qui nella parte laterale e occipitale del cranio, la mandibola e gli archi annessi sono molto sviluppati, conferendo una bocca nel complesso molto grande portando ad una riduzione dello spazio per l'encefalo.." .. ed io che pensavo fra me e me "conosco persone così -.-' "

mercoledì 28 maggio 2008

poesia

Sempre in tema di Dalia, stavolta la sua mente contorta ha partorito un testo poetico, sempre a me medesima dedicato ^__^ mi chiedo come farebbe senza un.. sistema modello come me.
A questo punto ho dovuto creare una categoria apposita per i post con l'etichetta " Sarrapica ", che è il modo in cui senza motivo io e lei ci chiamiamo ( e no, non so cosa voglia dire).
Ma quanto ti posso volere bene Da'? <3


Capel corvin lucente,
secondo te castana scura,
eppur non sembreresti
di germanica fattura.
Italica non fosti,
bensì di razza ariana,
ma da vent'anni solchi la penisola nostrana.
Il desco dividem per un quarto della vita,
inver non solo per questo io ti chiamo amica.
Compagna di bagarre, giuochi scherzi e risate,
ma anche afflizioni turbamenti e litigate.
Eppure l'amicizia prima o poi ha una scadenza,
per noi corrisponde ad una drastica partenza.
Patate e crauti amari saranno il tuo contorno:
poichè non ti rinnovano il permesso di soggiorno.

venerdì 23 maggio 2008

fumetto di Dalia su.. me

Due anni fa in classe, durante la lezione (probabilmente di matematica) la mia cara amica Dalia ha tracciato quest'opera di genialità che in un qualche modo è riuscita a cogliere molte .. cose imbarazzanti -.-'
[ ho dovuto riscrivere alcune cose al pc perchè della matita non rimaneva molto.. ]
CLICCARE SULL'IMMAGINE PER INGRANDIRLA perchè mi rendo conto che così non si legge una mazza

martedì 20 maggio 2008

briciole di pensieri

Sono talmente comica che non ho resistito all'impulso di descrivermi.

Sono le 22.20 di martedì sera, in seguito ad una nevrosi pre-esonero ho ripassato i tre quarti del programma ( geni della segmentalità della larva del moscerino della frutta, per intenderci quanto è stimolante l'argomento) e mi è venuta fame. Ed eccomi in cucina al tavolo a sgranocchiare pane azzimo. Sì, pane azzimo, embe'? Mi piace da morire! E' praticamente farina solida, senza sale ne olio ne zucchero. Cartoncino. Di cui condivide il contenuto calorico oltre che il gusto, entrambi pressocchè nulli. Beh sono seduta qui al tavolo da sola, con i capelli reduci dall'acquazzone di oggi ( che non mi soffermo a descrivere ) e con addosso una felpa del mio uomo e i pantaloni della tuta. Fantastica. ( io nel complesso, non la tuta ) . Mi trovo qui a pensare e a togliere le briciole dal pc. Penso a come arrivare integra fino a venerdì, a cosa preparare domani a pranzo, a ricordarmi di portare il quaderno di anatomia a Chiara, a trovare una soluzione per il periodo degli esami, a stare attenta che le briciole non vadano fra i tasti del pc che sennò è un casino, a cosa mettermi domani, a cosa fare della mia vita.

Dopo la terza fetta di pane azzimo ho stabilito che questi pensieri sono numericamente troppi per stasera e che è meglio soffermarmi sulla sopravvivenza al prelievo di domani mattina senza svenire e sbattere il cranio da qualche parte... il che mi causerebbe un trauma celebrale che mi farebbe perdere la memoria proprio prima dell'esonero tanto faticato, e questo porterebbe ad un grave squilibrio psico-fisico difficilmente recuperabile in poco tempo... in questo modo compromettendo il mio periodo di esami .. mandando all'aria il mio piano di laurearmi così poi la tesi.. la specialistica andrebbe a farsi benedire e io diventerei psicologicamente irrecuperabile, così andrei a finire sola e depressa in una stradina dimenticata del centro iscritta agli alcolisti anon.. cacchio una briciola!

Posso dire con una certa sicurezza che per stasera posso lasciar stare i geni della pelosa mosca e andare a dormire.

Buonanotte!