martedì 24 maggio 2011

Lettera autentica spedita ad Andrea Biavardi Direttore di FOR MEN

COMMENTO DI UNA LETTRICE PER IL DIRETTORE

Lo confesso. Ho ceduto alla tentazione di comprare la nuova rivista maschile "For men magazine". Del resto, come potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina (che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un asciugamano di spugna bianca che fa tanto "figo da spogliatoio")?

Almeno quattro i titoli memorabili:
"Falle dire basta stanotte!"
"Ricco entro Pasqua: 15 idee geniali"
"Trucchi: mangi il doppio diventi la metà"
"Smetti di fumare e voli ai Caraibi".

Non vorrei deludere il geniale direttore Andrea Biavardi, ma a far dire "BASTA" a una donna siete già tutti bravissimi da soli poiché di solito ne abbiamo abbastanza dopo i primi tre minuti. La vostra difficoltà sta nel farle dire "ANCORA!", al limite. Ci pensi su, per il prossimo numero.

Riguardo allo slogan "Ricco entro Pasqua", beh, signor Biavardi, se vuole fare le cose fatte bene, nel prossimo numero alleghi anche due simpatici gadgets: passamontagna e chiave inglese.

Alla promessa "Mangi il doppio e diventi la metà", invece, tenderei anche a credere. Bisogna vedere la metà di cosa. Io se mangio il doppio, signor Biavardi, divento l'esatta metà del Partenone, in effetti.

Infine, sempre in copertina, campeggia la scritta "Smetti di fumare e voli ai Caraibi". Guardi signor direttore, io non ho mai conosciuto uno che abbia smesso di fumare e che sia andato in un'isola tropicale a festeggiare. In compenso ho sentito un sacco di gente che ha cominciato a fumare sostanze illecite e s'è fatta certi viaggi senza neanche uscire di casa che lei neanche si immagina.

Ma questo è solo l'inizio. Una si illude che il peggio sia già tutto in copertina e invece no, il meglio è all'interno! A pagina 52 c'è un avvincente e istruttivo servizio con tanto di foto redazionali su "come slacciarle il reggiseno" che tiene conto dei vari modelli (classico, seduttivo, sportivo...). A parte l'intelligenza del servizio in sè, vorrei soffermarmi sul consiglio per slacciare rapidamente il modello sportivo,che è: "se lei è spiritosa dacci un taglio con le forbici!". Biavardi, io le garantisco che sono una donna alquanto spiritosa, ma se un uomo che magari conosco da poco, in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino un paio di forbici, io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee e nella migliore delle ipotesi gli assesto un calcio nelle palle che il mese dopo il soggetto in questione passa dal suo For Men Magazine a Donna moderna.

A pagina 50 poi, si tocca l'apice grazie ad un servizio che affronta la spinosa questione: "Se l'iguana domestico ci prova con tua moglie". Nell'articolo si sostiene infatti che ci sono diversi casi di molestie sessuali da parte di iguana nei confronti di donne con il ciclo. Senta signor Biavardi, lei l'ha mai vista una donna "col ciclo"? Mi segua signor direttore, non parlo di una donna in sella al motorino. Parlo della donna in quei giorni là.. Ecco guardi, io in quei giorni ho la cera del cugino It e l'affabilità di Godzilla, non mi si avvicinerebbe a meno di cento metri un velociraptor si figuri un iguana.

E infine, l'apoteosi vera e propria: il test "sei uno stallone o una schiappa?". Le domande sono tra le cose più esilaranti che io abbia mai letto in vita mia. In pratica sei ritenuto uno stallone se rispondi sì a domande come questa: "Ti è mai capitato di farlo con una donna e poco dopo,con la sua compagna di stanza?" - "Un sacco di volte! Alla casa di riposo"Domus Mariae". O "Di essere chiamato da una donna che ti chiede se può venire da te alle nove del mattino?" Sì certo, da una rappresentante della Folletto.
Mi fermo qui

domenica 13 marzo 2011

cromaticamente terrificante.

E' a dir poco imbarazzante notare da quanto tempo io non aggiorni le mie adorate pagine.
Sconvolgente direi.

Sarà che sono stata ormai risucchiata dalla orribile vita da tesista, che toglie ogni tipo di aspettativa di condurre un'esistenza degna d'esser detta ''umana'', o sarà che ahimè, per tale ragione, l'ispirazione è mancata per un po'.
Mea culpa, mea culpa.


Ricomincio riflettendo su quanto in effetti l'abbinamento del colore dei capelli di alcune giornaliste con le loro giacche rappresenti una vera e propria violenza cromatica. Andrebbe segnalato.

martedì 31 agosto 2010

Manuale di Sopravvivenza per Uomini

… alle prese con Donne Mestruate.

Miei cari amici uomini (uso un tono colloquiale facendo finta di non odiarvi) mi trovo qui, con le mie smaltate ditine, a scrivervi un concentrato di saggezza preziosissimo che vi permetterà di uscire più o meno illesi da un contatto con una donna col mestruo.

Eh perchè si sa: ci vogliono destrezza, tatto, astuzia e intelligenza per interagire con un esemplare di sesso femminile in quei giorni lì.

…e per quanto ho visto, non ne siete certo campioni olimpionici.

Dunque come prima cosa vi consiglio caldamente di abbandonare ogni tipo di pregiudizio (di cui siete fornitissimi, non mentitemi: io so tutto) e di affidarvi a me.

Ora: dalle storie di guerra del passato e dalle situazioni di pericolo di vita (perchè è di questo che si tratta) sappiamo che è importante conoscere il nemico, prima di affrontarlo. Una donna col mestruo SEMBRA un essere umano normale, che continua a respirare ossigeno, a nutrirsi col vostro stesso cibo, a lavorare e a dormire. Sappiate che non è vero. Una donna col mestruo si trasforma: solo la carrozzeria rimane all’incirca la stessa (salvo per la taglia in più di tette, che per quanto fittizia a voi comunque non dispiace) ma è dentro, nell’insondabile inconscio, che avviene l’incontrollabile mutazione. Lei vi può sorridere amabilmente e nel frattempo immaginare di fare a pezzi il vostro cadavere. Può avere una crisi isterica da ricovero se dovesse caderle la penna per terra. Può saltarvi addosso come una ninfomane e un attimo dopo essere disgustata da voi come se foste composti di muco verde. E poi, vi siete mai chiesti come ci si possa fidare di una creatura che sanguina copiosamente una volta al mese ma non muore mai?

Sappiatelo, miei ignari amici uomini: una donna col mestruo è pericolosa. E’ mortale. E’ in grado di farvi passare la voglia di vivere come una zanzara che vi ronza nell’orecchio di notte. Può benissimo distruggervi la PlayStation senza nessun senso di colpa, se questa si trovasse per caso ad intralciare il suo cammino per casa.

Ora che vi ho spaventati abbastanza, come se fosse stato necessario, passiamo alla pratica. Ecco una lista delle cose che NON dovete assolutamente neanche pensare di fare:

1. ignorare il problema: tanto non serve. Se voi ignorate lui, lui di certo non ignorerà voi.

2. rispondere dicendo cose del tipo “ahò, ma che c’hai le tue cose?!’’ che per quanto possa essere vero, dovete fare finta che non lo sia. Fidatevi. E’ come accendere la miccia ad una carica di tritolo da 500 Kg.

3. dire/fare/lasciare intendere qualsiasi cosa che possa significare che la vostra donna si discosti dalla perfezione per anche solo 1mm. Equivale a pagare un biglietto di sola andata per l’Altro Mondo.

4. commentare il suo abbigliamento con affermazioni diverse da “ommioddio ma sei stupenda” - “ti sta benisssssssssssimo” ..eccetera. E dico anche nel caso in cui la vostra femmina sembri una tenda da circo o la brutta copia di Gina Lollobrigida o Moira Orfei (o Platinette).

5. ridicolizzare le mutande da nonna in cui la gentil donzella è costretta suo malgrado ad infilarsi. Non fa ridere.

Non vi do altri esempi, eh sennò che divertimento c’è se vi svelo tutto? *

*in realtà non me ne vengono altri in mente e sono troppo pigra per rifletterci ancora, cavatevela da soli: siete grandi grossi e vaccinati.

Ecco qui invece (per assicurarmi un posto in Paradiso) un breve elenco delle cose che possono favorire la vostra sopravvivenza in senso positivo, e che di conseguenza sono ben accette:

1. complimenti. I complimenti funzionano sempre. E se proprio non avete fantasia ve ne dico un paio io:

  1.1 per come fantasticamente stanno i suoi capelli (anche se sembrano un mocio fuori uso),

  1.2 per il geniale abbinamento delle scarpe con la borsa (anche se si tratta di marrone/nero, rosso/rosa.. NON FA NIENTE)

  1.3 per l’essere dimagrita! (anche se pesa 80kg, si nota quando viene perso qualche etto no?!)

  1.4 per la deliziosa cena che vi ha preparato (a base di tonno in scatola e pan carrè)

  1.5 per la simpatia di sua madre

2. fate finta che il calcio non esista. Guardate con lei la sua soap opera preferita. (eh lo so, ma se soffre lei, dovete soffrire anche voi. Parcondicio.)

3. offritevi di aiutarla in casa. Fate la spesa. Lavate. Stirate. E non lamentatevi. I dolori che prova per voi sono a dir poco incomprensibili, voi baldi giovani che avete la lacrimuccia e vi comportate da malato terminale per un po’ di aria nell’intestino.

4. usate un po’ di fantasia, intelligenza, pazienza, tatto, dolcezza e tanto buon senso. Insomma, cercate di essere per quei giorni un po’ meno “uomini” del solito e siate più “donne”.

Bene, detto ciò, conoscete il mio indirizzo qualora mi vogliate mandare dei fiori o dei diamanti per ringraziarmi di aver cambiato la qualità della vostra vita con la mia saggezza.

Grazie e a presto.

giovedì 25 marzo 2010

De hominis dementiae

Ora, dopo un lungo e ponderato periodo di astinenza dal mio sapiente scrivere (leggasi: collezionare baggianate) mi ritrovo qui, a riflettere sugli esseri umani.
E' perchè ci sono delle cose che proprio non capisco: a volte la nostra specie si dimostra terribilmente STUPIDA.
Gli animali e persino le piante imparano e si adattano alle cose, noi no: siamo evolutivamente TORDI.
Ci sono innumerevoli esempi: infatti in qualità di donna di scienza ho condotto uno studio con tanto di analisi sul campo (i vari habitat in cui gli esemplari oggetto dello studio si possono trovare), dati statistici, osservazioni critiche, confronto con i colleghi, nonchè esperienze personali, ahimè.
A sconcertarmi è la mancanza di capacità di adattamento alle situazioni: santo cielo, il "fai una cosa? vedi che è stupida? non farla più" è un concetto che evidentemente per molti individui di homo sapiens è troppo difficile da prendere in considerazione.
Ma passiamo agli esempi pratici. Come se questo fosse un articolo scientifico pubblicato su di una rinomata rivista internazionale (e sono certa che fra non molto lo sarà ), mi appresto ad elencare innanzitutto

Materiali

Cervello con sinapsi collegate su ''on'', carta, penna, tanta pazienza.

e Metodi:

Osservazione con espressione sconcertata e allibita.

Osservazioni correlate di possibili spiegazioni:

Dunque ora procedo nel descrivere qualche esempio di comportamenti nonsense che i nostri consimili talvolta assumono.

a) un classico, di quelli che non passeranno mai di moda: ostinarsi a spingere con forza e convinzione le porte dove sopra, ad altezza degli occhi, c'è scritto in cubitale tirare.
E' più forte di noi, anche se l'abbiamo letto, il tirare, spingiamo lo stesso. Così, perchè... prima bisogna assicurarsi che effettivamente non si apra spingendo, oppure perchè vogliamo verificare se quella scritta non sia per caso ingannevole. Chissà, tento di darmi una spiegazione più o meno logica per non andare a parare al banale ma sempre vero ''siamo stupidi''.

b) ora dimostro che, sebbene in natura quasi tutto si basi su di essa, gli esseri umani non comprendono il concetto di ''osmosi''. Nella metro e anche sull'autobus vige l'elementare regola del ''lasciare scendere prima di salire''. Ma perchè c'è questa accortezza da seguire? foooorse perchè se prima i passeggeri non scendono non si crea lo spazio per farne salire altri? No, evidentemente non funziona così. Dev'essere diverso: pretendiamo prima di salire perchè i corpi solidi devono in qualche modo comprimersi fino ad arrivare allo stato di antimateria. Sennò non siamo contenti. (ho fatto anche uno schema)
c) passiamo adesso al comportamento adattativo degli esseri umani alloctoni (= non originari di questo luogo, per chi non lo sapesse, modestamente noi biologi siamo terribilmente colti e conosciamo un sacco di parole fichissime).
Ma vediamo cosa succede: sulla metro sale un gruppo di turisti (di età variabile, che sia di giovani o ultraottantenni dentierati non fa differenza), sghignazzando e chiacchierando, ridendo e parlottando.
Entrano e le porte della metro si chiudono.
La metro riparte (perchè è fatta apposta per questo) e STRUMP TUMP TUMP TUMP TONF: rischiano di cadere, tutti. Ma io dico: nel vostro Paese, qualsiasi esso sia, non esistono metro, autobus, treni, aerei, scale mobili o semplicemente oggetti in movimento? Ero convinta fosse istinto il reggersi ai sostegni quando la piattaforma su cui poggiamo i piedi si muove. Evidentemente no. Forse fa parte dell'essere turista il perdere l'equilibrio sui mezzi, insieme al portarsi la macchinetta fotografica e farsi fare l'equivalente di una rapina a mano armata pagando 5 euro un cappuccino in centro. O magari sono io che mi sbaglio e nel loro luogo d'origine le leggi della gravità sono diverse. Mah, strani questi stranieri.

d) ultimo esempio, giusto per non deprimerci troppo.
Allora. Noi esseri umani abbiamo inventato quelle favolose cose che si chiamano computer. Abbiamo anche in un certo senso inventato la musica. E mettendo insieme la musica con il computer abbiamo persino tirato fuori cose come i programmi per farcela ascoltare e i cd. Ma. Ma. Talvolta, quando abbiamo voglia, appunto, di sentire un po' di musica ci accorgiamo che qualcosa non va: il computer ci dice che la musica c'è ma non non riusciamo a sentirla. E lì il panico. Iniziamo a smanettare ovunque, spingiamo tutti i tasti, andiamo a controllare le più complesse e improbabili impostazioni, diamo capocciate allo schermo e ci andiamo persino a pulire le orecchie (non si sa mai). Dopo circa un'oretta, ecco il lampo di genio: accendere le casse.


Conclusioni:
Un organismo unicellulare con un ventesimo del nostro genoma che vive nella profondità degli abissi è più furbo di noi.

sabato 30 gennaio 2010

et voilà!

Dunque ho pensato di dare una rinnovata alla carrozzeria del mio bel blog, sono mooolto soddisfatta anche se c’ho messo fino alle 2 di notte. Ma vabè, basta che son contenta (se non vi piace, FINGETE).

[ovviamente la lucidata va ancora finita eh]

Mi è anche venuto in mente di fare una sorta di descrizione di me stessa, con le prime cose che mi vengono in mente e con i nomi gruppi più stupidi a cui mi sono iscritta su facebook, ma che mi hanno fatto sorridere. Magari è divertente.

Dunque innanzitutto sono alta dalla testa fino ai piedi. Sono donna ma so guidare e so cos’è un fuorigioco (credo). Non spettegolo: scambio informazioni. Spesso faccio sì con la testa ma in realtà non sto capendo un cazzo, e subito dopo la stretta di mano mi sono quasi sempre già scordata il nome. Sono convinta che i tovaglioli delle gelaterie non puliscono proprio una mazza e che la matematica utile sia finita in 5° elementare. Mi sono sempre chiesta cosa dicesse Pingu e sono tutt’ora convinta che la canzone del Re Leone cominci con: ‘’aaaaazvegnaaaaahh”. Sono laureata in Biologia e adoro la mia facoltà, ho una particolare passione per i virus che mi porta spesso a deliri d’onnipotenza, ma sono innoqua (per adesso). Tralaltro adoro usare le cose che ho imparato all’università per insultare meglio la gente. Non sono assolutamente pigra! Ma vivo a basso consumo energetico, per questo tutto ciò che richiede più di 12 passi non merita la mia considerazione. Odio quando mi sembra di vedere un parcheggio ma in realtà c’è una Smart, e mi irritava da morire guardare Art Attack ma non riuscire mai a costruire un cazzo. Non sono neanche mai riuscita a finire una gomma da cancellare in tutta la mia carriera scolastica e la mia vita è cambiata quando ho capito cosa rappresenta il logo carrefour. Vorrei regalare una molletta ad un emo e un bottone ai palestrati. Adoro il caffè, ma il latte può uccidermi. Credo nella pompa Na+/K+ e nel pizzetto. Non sono pallida! Sono color studente. Non ho mai pensato di poter cambiare un uomo, a meno che non abbia un pannolino. Sono maniacalmente ordinata e pragmatica come Bree (Desperate Housewives) e allo stesso tempo ingenua e delicata come Charlotte (Sex and the City). Ma provate a farmi incazzare. Mangio la nutella col cucchiaio perchè il pane fa ingrassare. Molte persone pensano che io sia una strega, ma non so neanche contraddirle. Molti hanno subito traumi in seguito alla scoperta che ascolto i Rammstein. Ho sempre pensato di essere una persona per bene: se potessi scegliere prenderei sempre la via della correttezza, è solo di recente che ho cominciato a capire che io sono capace di fare ciò che deve essere fatto. Voglio i miei soldi la’ dove li posso vedere: tutti appesi nel mio armadio. Prego spesso Dio di darmi la pazienza: perchè se mi da la forza li ammazzo tutti. Ho lo sfegatato terrore dei parrucchieri. Sono molto fiera di me per essere in grado di scrivere correttamente “Nietzsche” ma comunque se il risultato è 1 a me viene V455293392084,66666. Anche se ti sorrido, sto pensando ad un modo pe’ n’culatte. Penso che molte persone vadano ACCETTATE per come sono. Provo antipatia per le bionde: non è perchè sei bionda non ti devi fare la ceretta eh. Sono come il vetro: se mi lasci cadere mi rompo, ma se mi calpesti...! Sono 22 anni che faccio shopping e non ho ancora nulla da mettermi.

E comunque non c’ero, e se c’ero dormivo.

giovedì 26 novembre 2009

la tesi: sfida ai confini della crisi di nervi

Ritorno sulle mie pagine dopo un periodo di tempo che definirei decisamente imbarazzante [sì, mi autopunirò] per raccontare cosa accade quando uno studente universitario arriva al fatidico momento della consegna della tesi in segreteria.

Il suddetto esemplare di giovane adulto di specie umana (cioè io) si trova sfinito da: 3 anni di studio, 22 esami, 14 laboratori, migliaia di euro in tasse e libri, chilometri e chilometri di fila in segreteria, 1789 caffè alle macchinette, notti intere passate a studiare, 24 correzioni della bibliografia della tesi e altrettante delle citazioni intratesto, medaglia d'oro e d'argento nella nuova disciplina olimpionica ''rincorri il prof.'', il peso sulla coscienza di un'intera foresta a causa dell'industriale consumo di post-it, ripetute sindromi da tunnel carpale a causa della velocità nel prendere appunti, numerose sedute psicanalitiche e..
..creeeeeede che sia tutto finito, e INVECE NO: era solo l'inizio.

Bene, innanzitutto è opportuno menzionare che è stato scientificamente provato che il giorno della consegna della tesi stranamente coincide per chiunque con un particolare incrocio degli assi stellari nel suo segno, portando alla liberazione contemporanea di tutta la sfiga accumulata nel corso della sua vita attuale e di quella passata.
Questo si esplica nel fatto che ad attenderlo, quel giorno, ci saranno una serie di improbabili avventure che farebbero invidia persino a Fantozzi nei suoi momenti peggiori.

E tutto ciò, ovviamente, è successo anche a me.
L'ultima correzione della relatrice sulla mia tesi è arrivata ieri pomeriggio alle 17.30 (sorvolo sul fatto che fosse tardissimo e le implicazioni che questo ha avuto sul mio stato psicofisico nell'ultima settimana), si trattava di rivedere e ricontrollare parola per parola la mia impercettibile bibliografia, di appena 142 articoli.
Comunque fatto ciò fino all'una di notte (e dopo aver di conseguenza perso qualche diottria) sono andata a dormire, ignara di quel che mi avrebbe atteso il giorno seguente.
Così stamattina mi sono alzata di buona lena per finire le altre correzioni e per cercare un certo dato che -ovviamente- non ho trovato. Escogitata poi, dopo notevole spremitura di meningi, una via per fare la vaga ed evitare di menzionarlo, ho compilato l'indice generale con i numeri delle pagine. Quindi apro il suddetto file e noto di non aver aggiornato i titoli dei paragrafi, fatto questo, scrivo la numerazione notando tristemente che mi si stava sballando (in diretta, tanto per rendere il tutto più drammatico) l'intero margine destro creato con tanta cura. Impreco e lo rifaccio riga per riga, contando i puntini.
Fatto ciò, e ricontrollato tutto con concentrazione da chirurgo, arriva il fatidico momento di salvare i file su due cd vuoti e già firmati (e quindi preziosissimi), da consegnare in segreteria due ore dopo. Ho fatto un cd abbuffo due giorni fa, quindi non c'è niente di più banale e semplice no? hahahahahahahahaahahahha (risata sarcastica).
Vado tutta felice e zompettando su ''start''-''programmi''-''nero''.
Ma.. non succede niente.
Non mi perdo d'animo, ritento, magari non ho cliccato bene.
"start"-"programmi''-''nero''.
Niente. (leggero accenno di panico, fase in salita)
Riprovo un'altra volta, illudendomi di aver sbagliato io qualcosa.
Non si muove nulla, neanche il mouse. E' impallamento totale. Fantastico. (= panico)
Ok. Mascherando il sudore freddo che mi scende dalle tempie e cercando di reprimere tutte le parolacce che conosco insieme all'istinto di lanciare il computer dalla finestra, riavvio.
Stessa cosa. Niente da fare, nero non si muove.
Oh, all'improvviso nero si apre invece! Dai! (il tempo inizia a stringere) Ma.. mi si aprono circa diciassette finestre una sopra l'altra, una più impallata dell'altra.
Nella mia mente inizia a formarsi l'idea di lasciar perdere questo ammasso di ferraglia (che prima di quel momento chiamavo con affetto "pc") e di farmi masterizzare i cd in copisteria.
E così faccio, salvando tutto su penna usb e complimentandomi con me stessa per la grandiosa idea. Pranzo al volo (alle 11.30, schifus) e prendo la metro. Arrivo alla copisteria, il buon uomo apre la penna e... alcuni file non sono leggibili. Cioè, tecnicamente si aprono e sono pure leggibili, a patto che si conosca il codice morse.
Arrivata a questo punto all'impercettibile confine che mi separava da una crisi di nervi, ho proposto al malcapitato di aprire i file su un altro pc e.. grazia divina, funziona.
Tutto messo su cd e via di corsa a lezione! (perchè sono una masochista, sì)
Un quarto d'ora prima dell'apertura della segreteria, arrivo lì e vedo la fila arrivare fin quasi alla porta: ok, nessun problema, ho tempo ed ho tutto sotto controllo.
Dato che dovevo seguire due file, mi sono fatta tenere il posto da un collega: ovviamente, dopo un'ora e mezza di attesa, tocca a me contemporaneamente in entrambe le file.
Cercando di trovare la soluzione più semplice e meno dolorosa propongo alla ragazza a mio seguito di fare a cambio, inserendomi così nell'altra fila evitando il linciaggio per un soffio.
Naturalmente il tizio dietro lo sportello trova il tutto molto divertente e si diletta a prendermi in giro, tuttora non so per cosa. Consegnato, dopo 10 min, il primo maledetto cd torno all'altra fila implorando umilmente perdono agli altri e preparandomi a qualche librata, che per fortuna mi è stata risparmiata.
Entro nella seconda segreteria, mi siedo e il simpaticone di turno mi chiede, tutto serio:
- "scusa ma è tuo questo cd?''
- ''O.o eh? si, certo che è mio''
- ''no sai, perchè il nome.. Vincenzo.. hahahahaha''
- '' ... '' (appellandomi a quel briciolo di calma che mi era rimasta)

Finalmente poi riesco ad uscire da quel luogo di tortura e a pensare: VITTORIAAAAAA.

lunedì 21 settembre 2009

differenze

Un uomo ha in media 6 oggetti nel bagno: uno spazzolino, un dentifricio, una schiuma da barba, un rasoio, un sapone e un asciugamano dell'Holiday Inn.

Una donna ha in media 337 oggetti, la maggior parte dei quali un uomo non riesce a identificare.

lunedì 14 settembre 2009

strani istinti suicidi

Spesso mi sono meravigliata della fantasia del genere umano per quanto riguarda sopravvivere e condurre un'esistenza confortevole, ma mai mi ero resa conto di cosa è in grado di fare una persona per morire!
A tal proposito voglio citare qualche esempio -tutto realmente accaduto- ovviamente a scopo scientifico:

a) ero tutta contenta di aver trovato un bel vestitino ad una bancarella, quando chiedo al marocchino la taglia:
- ''che taglia è questo, scusa?''
- ''M''
- ''ah.. non c'è la S?''
- ''ma tu che taglia porta? 44? 42?''
- ''40!!!!! -__- "
- ''seee hahahaha 40? no dai, va bene M''
- '' O___O''
.. cioè come può un uomo pretendere di dire ad una donna una cosa simile e rimanere ancora tutto intero e con gli arti tutti al loro posto?!

b) stavo guidando sulla Tor Carbone nell'ora di pieno traffico..e cosa c'era? un CICLISTA.
.. anche se come modo per andare all'altro mondo è un po' banale.

c) il giorno prima dell'esame mi stavo gustando una meritatissima puntata di Desperate Housewives, passa mio padre e mi fa ''Giulia, domani hai l'esame non ti sembra il caso di studiare invece di vedere un film?''
.. inutile dire che ringhiata gli sia arrivata come risposta.

E adesso, sempre a scopo scientifico, invito i miei cari numerosi ed affezionatissimi lettori (??) a contribuire con la loro eventuale personale esperienza con persone stanche di vivere. Grazie.

venerdì 10 luglio 2009

calabria saudita

Avevo scritto questo agglomerato di verità ben un anno fa, ma non so per quale assurdo, interplanetario, motivo non l'ho pubblicato. EBBENE per dovere di scienza, devo farlo adesso.

I calabresi.
Dopo un mese trascorso nel loro habitat naturale non ho potuto non accumulare un vasto repertorio di perle di saggezza, che mi accingo a riportare:

1) cercando di intrattenere una conversazione con una parente nonsobenechi, ella mi fa:
- "aaah brava guagliuna (=ragazza) , cosa studi all'università?"
- "Biologia" (io tutta fiera e impettita)
- "uh.. ( con fare dubbioso ) e cosa vuoi diventare? "
- " biologa -.- " (sbonk)

2) una lontana parente del mio uomo, lo saluta e poi guardandomi senza abbassare la voce:
- "E' la stessa dell'anno scorso?"

3) in un bosco un uccellino non riesce più a volare:
- " Giulia Giulia vieni ad aggiustarlo!! hai studiato queste cose, tu lo sai fare!!! "
- " .. io studio biologia, non veterinaria .. ma vabe'.. ci posso provare ... "
( notare: "aggiustarlo" - e il fatto che sul serio non riescono a capire cos'è la biologia T_T)

giovedì 11 giugno 2009

arte fisiologica

La fisiologia è una di quelle materie che in sè sono composte da altre 17-18 discipline, come ad esempio la fisica, la chimica organica e inorganica, la biochimica, l'anatomia, l'evoluzionistica, ecc.
E oggi ho scoperto che fra queste è compresa anche l'arte.
Infatti sto avendo delle serie difficoltà a disegnare una sezione di midollo spinale che non assomigli ad un culo.