martedì 31 agosto 2010

Manuale di Sopravvivenza per Uomini

… alle prese con Donne Mestruate.

Miei cari amici uomini (uso un tono colloquiale facendo finta di non odiarvi) mi trovo qui, con le mie smaltate ditine, a scrivervi un concentrato di saggezza preziosissimo che vi permetterà di uscire più o meno illesi da un contatto con una donna col mestruo.

Eh perchè si sa: ci vogliono destrezza, tatto, astuzia e intelligenza per interagire con un esemplare di sesso femminile in quei giorni lì.

…e per quanto ho visto, non ne siete certo campioni olimpionici.

Dunque come prima cosa vi consiglio caldamente di abbandonare ogni tipo di pregiudizio (di cui siete fornitissimi, non mentitemi: io so tutto) e di affidarvi a me.

Ora: dalle storie di guerra del passato e dalle situazioni di pericolo di vita (perchè è di questo che si tratta) sappiamo che è importante conoscere il nemico, prima di affrontarlo. Una donna col mestruo SEMBRA un essere umano normale, che continua a respirare ossigeno, a nutrirsi col vostro stesso cibo, a lavorare e a dormire. Sappiate che non è vero. Una donna col mestruo si trasforma: solo la carrozzeria rimane all’incirca la stessa (salvo per la taglia in più di tette, che per quanto fittizia a voi comunque non dispiace) ma è dentro, nell’insondabile inconscio, che avviene l’incontrollabile mutazione. Lei vi può sorridere amabilmente e nel frattempo immaginare di fare a pezzi il vostro cadavere. Può avere una crisi isterica da ricovero se dovesse caderle la penna per terra. Può saltarvi addosso come una ninfomane e un attimo dopo essere disgustata da voi come se foste composti di muco verde. E poi, vi siete mai chiesti come ci si possa fidare di una creatura che sanguina copiosamente una volta al mese ma non muore mai?

Sappiatelo, miei ignari amici uomini: una donna col mestruo è pericolosa. E’ mortale. E’ in grado di farvi passare la voglia di vivere come una zanzara che vi ronza nell’orecchio di notte. Può benissimo distruggervi la PlayStation senza nessun senso di colpa, se questa si trovasse per caso ad intralciare il suo cammino per casa.

Ora che vi ho spaventati abbastanza, come se fosse stato necessario, passiamo alla pratica. Ecco una lista delle cose che NON dovete assolutamente neanche pensare di fare:

1. ignorare il problema: tanto non serve. Se voi ignorate lui, lui di certo non ignorerà voi.

2. rispondere dicendo cose del tipo “ahò, ma che c’hai le tue cose?!’’ che per quanto possa essere vero, dovete fare finta che non lo sia. Fidatevi. E’ come accendere la miccia ad una carica di tritolo da 500 Kg.

3. dire/fare/lasciare intendere qualsiasi cosa che possa significare che la vostra donna si discosti dalla perfezione per anche solo 1mm. Equivale a pagare un biglietto di sola andata per l’Altro Mondo.

4. commentare il suo abbigliamento con affermazioni diverse da “ommioddio ma sei stupenda” - “ti sta benisssssssssssimo” ..eccetera. E dico anche nel caso in cui la vostra femmina sembri una tenda da circo o la brutta copia di Gina Lollobrigida o Moira Orfei (o Platinette).

5. ridicolizzare le mutande da nonna in cui la gentil donzella è costretta suo malgrado ad infilarsi. Non fa ridere.

Non vi do altri esempi, eh sennò che divertimento c’è se vi svelo tutto? *

*in realtà non me ne vengono altri in mente e sono troppo pigra per rifletterci ancora, cavatevela da soli: siete grandi grossi e vaccinati.

Ecco qui invece (per assicurarmi un posto in Paradiso) un breve elenco delle cose che possono favorire la vostra sopravvivenza in senso positivo, e che di conseguenza sono ben accette:

1. complimenti. I complimenti funzionano sempre. E se proprio non avete fantasia ve ne dico un paio io:

  1.1 per come fantasticamente stanno i suoi capelli (anche se sembrano un mocio fuori uso),

  1.2 per il geniale abbinamento delle scarpe con la borsa (anche se si tratta di marrone/nero, rosso/rosa.. NON FA NIENTE)

  1.3 per l’essere dimagrita! (anche se pesa 80kg, si nota quando viene perso qualche etto no?!)

  1.4 per la deliziosa cena che vi ha preparato (a base di tonno in scatola e pan carrè)

  1.5 per la simpatia di sua madre

2. fate finta che il calcio non esista. Guardate con lei la sua soap opera preferita. (eh lo so, ma se soffre lei, dovete soffrire anche voi. Parcondicio.)

3. offritevi di aiutarla in casa. Fate la spesa. Lavate. Stirate. E non lamentatevi. I dolori che prova per voi sono a dir poco incomprensibili, voi baldi giovani che avete la lacrimuccia e vi comportate da malato terminale per un po’ di aria nell’intestino.

4. usate un po’ di fantasia, intelligenza, pazienza, tatto, dolcezza e tanto buon senso. Insomma, cercate di essere per quei giorni un po’ meno “uomini” del solito e siate più “donne”.

Bene, detto ciò, conoscete il mio indirizzo qualora mi vogliate mandare dei fiori o dei diamanti per ringraziarmi di aver cambiato la qualità della vostra vita con la mia saggezza.

Grazie e a presto.

giovedì 25 marzo 2010

De hominis dementiae

Ora, dopo un lungo e ponderato periodo di astinenza dal mio sapiente scrivere (leggasi: collezionare baggianate) mi ritrovo qui, a riflettere sugli esseri umani.
E' perchè ci sono delle cose che proprio non capisco: a volte la nostra specie si dimostra terribilmente STUPIDA.
Gli animali e persino le piante imparano e si adattano alle cose, noi no: siamo evolutivamente TORDI.
Ci sono innumerevoli esempi: infatti in qualità di donna di scienza ho condotto uno studio con tanto di analisi sul campo (i vari habitat in cui gli esemplari oggetto dello studio si possono trovare), dati statistici, osservazioni critiche, confronto con i colleghi, nonchè esperienze personali, ahimè.
A sconcertarmi è la mancanza di capacità di adattamento alle situazioni: santo cielo, il "fai una cosa? vedi che è stupida? non farla più" è un concetto che evidentemente per molti individui di homo sapiens è troppo difficile da prendere in considerazione.
Ma passiamo agli esempi pratici. Come se questo fosse un articolo scientifico pubblicato su di una rinomata rivista internazionale (e sono certa che fra non molto lo sarà ), mi appresto ad elencare innanzitutto

Materiali

Cervello con sinapsi collegate su ''on'', carta, penna, tanta pazienza.

e Metodi:

Osservazione con espressione sconcertata e allibita.

Osservazioni correlate di possibili spiegazioni:

Dunque ora procedo nel descrivere qualche esempio di comportamenti nonsense che i nostri consimili talvolta assumono.

a) un classico, di quelli che non passeranno mai di moda: ostinarsi a spingere con forza e convinzione le porte dove sopra, ad altezza degli occhi, c'è scritto in cubitale tirare.
E' più forte di noi, anche se l'abbiamo letto, il tirare, spingiamo lo stesso. Così, perchè... prima bisogna assicurarsi che effettivamente non si apra spingendo, oppure perchè vogliamo verificare se quella scritta non sia per caso ingannevole. Chissà, tento di darmi una spiegazione più o meno logica per non andare a parare al banale ma sempre vero ''siamo stupidi''.

b) ora dimostro che, sebbene in natura quasi tutto si basi su di essa, gli esseri umani non comprendono il concetto di ''osmosi''. Nella metro e anche sull'autobus vige l'elementare regola del ''lasciare scendere prima di salire''. Ma perchè c'è questa accortezza da seguire? foooorse perchè se prima i passeggeri non scendono non si crea lo spazio per farne salire altri? No, evidentemente non funziona così. Dev'essere diverso: pretendiamo prima di salire perchè i corpi solidi devono in qualche modo comprimersi fino ad arrivare allo stato di antimateria. Sennò non siamo contenti. (ho fatto anche uno schema)
c) passiamo adesso al comportamento adattativo degli esseri umani alloctoni (= non originari di questo luogo, per chi non lo sapesse, modestamente noi biologi siamo terribilmente colti e conosciamo un sacco di parole fichissime).
Ma vediamo cosa succede: sulla metro sale un gruppo di turisti (di età variabile, che sia di giovani o ultraottantenni dentierati non fa differenza), sghignazzando e chiacchierando, ridendo e parlottando.
Entrano e le porte della metro si chiudono.
La metro riparte (perchè è fatta apposta per questo) e STRUMP TUMP TUMP TUMP TONF: rischiano di cadere, tutti. Ma io dico: nel vostro Paese, qualsiasi esso sia, non esistono metro, autobus, treni, aerei, scale mobili o semplicemente oggetti in movimento? Ero convinta fosse istinto il reggersi ai sostegni quando la piattaforma su cui poggiamo i piedi si muove. Evidentemente no. Forse fa parte dell'essere turista il perdere l'equilibrio sui mezzi, insieme al portarsi la macchinetta fotografica e farsi fare l'equivalente di una rapina a mano armata pagando 5 euro un cappuccino in centro. O magari sono io che mi sbaglio e nel loro luogo d'origine le leggi della gravità sono diverse. Mah, strani questi stranieri.

d) ultimo esempio, giusto per non deprimerci troppo.
Allora. Noi esseri umani abbiamo inventato quelle favolose cose che si chiamano computer. Abbiamo anche in un certo senso inventato la musica. E mettendo insieme la musica con il computer abbiamo persino tirato fuori cose come i programmi per farcela ascoltare e i cd. Ma. Ma. Talvolta, quando abbiamo voglia, appunto, di sentire un po' di musica ci accorgiamo che qualcosa non va: il computer ci dice che la musica c'è ma non non riusciamo a sentirla. E lì il panico. Iniziamo a smanettare ovunque, spingiamo tutti i tasti, andiamo a controllare le più complesse e improbabili impostazioni, diamo capocciate allo schermo e ci andiamo persino a pulire le orecchie (non si sa mai). Dopo circa un'oretta, ecco il lampo di genio: accendere le casse.


Conclusioni:
Un organismo unicellulare con un ventesimo del nostro genoma che vive nella profondità degli abissi è più furbo di noi.

sabato 30 gennaio 2010

et voilà!

Dunque ho pensato di dare una rinnovata alla carrozzeria del mio bel blog, sono mooolto soddisfatta anche se c’ho messo fino alle 2 di notte. Ma vabè, basta che son contenta (se non vi piace, FINGETE).

[ovviamente la lucidata va ancora finita eh]

Mi è anche venuto in mente di fare una sorta di descrizione di me stessa, con le prime cose che mi vengono in mente e con i nomi gruppi più stupidi a cui mi sono iscritta su facebook, ma che mi hanno fatto sorridere. Magari è divertente.

Dunque innanzitutto sono alta dalla testa fino ai piedi. Sono donna ma so guidare e so cos’è un fuorigioco (credo). Non spettegolo: scambio informazioni. Spesso faccio sì con la testa ma in realtà non sto capendo un cazzo, e subito dopo la stretta di mano mi sono quasi sempre già scordata il nome. Sono convinta che i tovaglioli delle gelaterie non puliscono proprio una mazza e che la matematica utile sia finita in 5° elementare. Mi sono sempre chiesta cosa dicesse Pingu e sono tutt’ora convinta che la canzone del Re Leone cominci con: ‘’aaaaazvegnaaaaahh”. Sono laureata in Biologia e adoro la mia facoltà, ho una particolare passione per i virus che mi porta spesso a deliri d’onnipotenza, ma sono innoqua (per adesso). Tralaltro adoro usare le cose che ho imparato all’università per insultare meglio la gente. Non sono assolutamente pigra! Ma vivo a basso consumo energetico, per questo tutto ciò che richiede più di 12 passi non merita la mia considerazione. Odio quando mi sembra di vedere un parcheggio ma in realtà c’è una Smart, e mi irritava da morire guardare Art Attack ma non riuscire mai a costruire un cazzo. Non sono neanche mai riuscita a finire una gomma da cancellare in tutta la mia carriera scolastica e la mia vita è cambiata quando ho capito cosa rappresenta il logo carrefour. Vorrei regalare una molletta ad un emo e un bottone ai palestrati. Adoro il caffè, ma il latte può uccidermi. Credo nella pompa Na+/K+ e nel pizzetto. Non sono pallida! Sono color studente. Non ho mai pensato di poter cambiare un uomo, a meno che non abbia un pannolino. Sono maniacalmente ordinata e pragmatica come Bree (Desperate Housewives) e allo stesso tempo ingenua e delicata come Charlotte (Sex and the City). Ma provate a farmi incazzare. Mangio la nutella col cucchiaio perchè il pane fa ingrassare. Molte persone pensano che io sia una strega, ma non so neanche contraddirle. Molti hanno subito traumi in seguito alla scoperta che ascolto i Rammstein. Ho sempre pensato di essere una persona per bene: se potessi scegliere prenderei sempre la via della correttezza, è solo di recente che ho cominciato a capire che io sono capace di fare ciò che deve essere fatto. Voglio i miei soldi la’ dove li posso vedere: tutti appesi nel mio armadio. Prego spesso Dio di darmi la pazienza: perchè se mi da la forza li ammazzo tutti. Ho lo sfegatato terrore dei parrucchieri. Sono molto fiera di me per essere in grado di scrivere correttamente “Nietzsche” ma comunque se il risultato è 1 a me viene V455293392084,66666. Anche se ti sorrido, sto pensando ad un modo pe’ n’culatte. Penso che molte persone vadano ACCETTATE per come sono. Provo antipatia per le bionde: non è perchè sei bionda non ti devi fare la ceretta eh. Sono come il vetro: se mi lasci cadere mi rompo, ma se mi calpesti...! Sono 22 anni che faccio shopping e non ho ancora nulla da mettermi.

E comunque non c’ero, e se c’ero dormivo.

giovedì 26 novembre 2009

la tesi: sfida ai confini della crisi di nervi

Ritorno sulle mie pagine dopo un periodo di tempo che definirei decisamente imbarazzante [sì, mi autopunirò] per raccontare cosa accade quando uno studente universitario arriva al fatidico momento della consegna della tesi in segreteria.

Il suddetto esemplare di giovane adulto di specie umana (cioè io) si trova sfinito da: 3 anni di studio, 22 esami, 14 laboratori, migliaia di euro in tasse e libri, chilometri e chilometri di fila in segreteria, 1789 caffè alle macchinette, notti intere passate a studiare, 24 correzioni della bibliografia della tesi e altrettante delle citazioni intratesto, medaglia d'oro e d'argento nella nuova disciplina olimpionica ''rincorri il prof.'', il peso sulla coscienza di un'intera foresta a causa dell'industriale consumo di post-it, ripetute sindromi da tunnel carpale a causa della velocità nel prendere appunti, numerose sedute psicanalitiche e..
..creeeeeede che sia tutto finito, e INVECE NO: era solo l'inizio.

Bene, innanzitutto è opportuno menzionare che è stato scientificamente provato che il giorno della consegna della tesi stranamente coincide per chiunque con un particolare incrocio degli assi stellari nel suo segno, portando alla liberazione contemporanea di tutta la sfiga accumulata nel corso della sua vita attuale e di quella passata.
Questo si esplica nel fatto che ad attenderlo, quel giorno, ci saranno una serie di improbabili avventure che farebbero invidia persino a Fantozzi nei suoi momenti peggiori.

E tutto ciò, ovviamente, è successo anche a me.
L'ultima correzione della relatrice sulla mia tesi è arrivata ieri pomeriggio alle 17.30 (sorvolo sul fatto che fosse tardissimo e le implicazioni che questo ha avuto sul mio stato psicofisico nell'ultima settimana), si trattava di rivedere e ricontrollare parola per parola la mia impercettibile bibliografia, di appena 142 articoli.
Comunque fatto ciò fino all'una di notte (e dopo aver di conseguenza perso qualche diottria) sono andata a dormire, ignara di quel che mi avrebbe atteso il giorno seguente.
Così stamattina mi sono alzata di buona lena per finire le altre correzioni e per cercare un certo dato che -ovviamente- non ho trovato. Escogitata poi, dopo notevole spremitura di meningi, una via per fare la vaga ed evitare di menzionarlo, ho compilato l'indice generale con i numeri delle pagine. Quindi apro il suddetto file e noto di non aver aggiornato i titoli dei paragrafi, fatto questo, scrivo la numerazione notando tristemente che mi si stava sballando (in diretta, tanto per rendere il tutto più drammatico) l'intero margine destro creato con tanta cura. Impreco e lo rifaccio riga per riga, contando i puntini.
Fatto ciò, e ricontrollato tutto con concentrazione da chirurgo, arriva il fatidico momento di salvare i file su due cd vuoti e già firmati (e quindi preziosissimi), da consegnare in segreteria due ore dopo. Ho fatto un cd abbuffo due giorni fa, quindi non c'è niente di più banale e semplice no? hahahahahahahahaahahahha (risata sarcastica).
Vado tutta felice e zompettando su ''start''-''programmi''-''nero''.
Ma.. non succede niente.
Non mi perdo d'animo, ritento, magari non ho cliccato bene.
"start"-"programmi''-''nero''.
Niente. (leggero accenno di panico, fase in salita)
Riprovo un'altra volta, illudendomi di aver sbagliato io qualcosa.
Non si muove nulla, neanche il mouse. E' impallamento totale. Fantastico. (= panico)
Ok. Mascherando il sudore freddo che mi scende dalle tempie e cercando di reprimere tutte le parolacce che conosco insieme all'istinto di lanciare il computer dalla finestra, riavvio.
Stessa cosa. Niente da fare, nero non si muove.
Oh, all'improvviso nero si apre invece! Dai! (il tempo inizia a stringere) Ma.. mi si aprono circa diciassette finestre una sopra l'altra, una più impallata dell'altra.
Nella mia mente inizia a formarsi l'idea di lasciar perdere questo ammasso di ferraglia (che prima di quel momento chiamavo con affetto "pc") e di farmi masterizzare i cd in copisteria.
E così faccio, salvando tutto su penna usb e complimentandomi con me stessa per la grandiosa idea. Pranzo al volo (alle 11.30, schifus) e prendo la metro. Arrivo alla copisteria, il buon uomo apre la penna e... alcuni file non sono leggibili. Cioè, tecnicamente si aprono e sono pure leggibili, a patto che si conosca il codice morse.
Arrivata a questo punto all'impercettibile confine che mi separava da una crisi di nervi, ho proposto al malcapitato di aprire i file su un altro pc e.. grazia divina, funziona.
Tutto messo su cd e via di corsa a lezione! (perchè sono una masochista, sì)
Un quarto d'ora prima dell'apertura della segreteria, arrivo lì e vedo la fila arrivare fin quasi alla porta: ok, nessun problema, ho tempo ed ho tutto sotto controllo.
Dato che dovevo seguire due file, mi sono fatta tenere il posto da un collega: ovviamente, dopo un'ora e mezza di attesa, tocca a me contemporaneamente in entrambe le file.
Cercando di trovare la soluzione più semplice e meno dolorosa propongo alla ragazza a mio seguito di fare a cambio, inserendomi così nell'altra fila evitando il linciaggio per un soffio.
Naturalmente il tizio dietro lo sportello trova il tutto molto divertente e si diletta a prendermi in giro, tuttora non so per cosa. Consegnato, dopo 10 min, il primo maledetto cd torno all'altra fila implorando umilmente perdono agli altri e preparandomi a qualche librata, che per fortuna mi è stata risparmiata.
Entro nella seconda segreteria, mi siedo e il simpaticone di turno mi chiede, tutto serio:
- "scusa ma è tuo questo cd?''
- ''O.o eh? si, certo che è mio''
- ''no sai, perchè il nome.. Vincenzo.. hahahahaha''
- '' ... '' (appellandomi a quel briciolo di calma che mi era rimasta)

Finalmente poi riesco ad uscire da quel luogo di tortura e a pensare: VITTORIAAAAAA.

lunedì 21 settembre 2009

differenze

Un uomo ha in media 6 oggetti nel bagno: uno spazzolino, un dentifricio, una schiuma da barba, un rasoio, un sapone e un asciugamano dell'Holiday Inn.

Una donna ha in media 337 oggetti, la maggior parte dei quali un uomo non riesce a identificare.

lunedì 14 settembre 2009

strani istinti suicidi

Spesso mi sono meravigliata della fantasia del genere umano per quanto riguarda sopravvivere e condurre un'esistenza confortevole, ma mai mi ero resa conto di cosa è in grado di fare una persona per morire!
A tal proposito voglio citare qualche esempio -tutto realmente accaduto- ovviamente a scopo scientifico:

a) ero tutta contenta di aver trovato un bel vestitino ad una bancarella, quando chiedo al marocchino la taglia:
- ''che taglia è questo, scusa?''
- ''M''
- ''ah.. non c'è la S?''
- ''ma tu che taglia porta? 44? 42?''
- ''40!!!!! -__- "
- ''seee hahahaha 40? no dai, va bene M''
- '' O___O''
.. cioè come può un uomo pretendere di dire ad una donna una cosa simile e rimanere ancora tutto intero e con gli arti tutti al loro posto?!

b) stavo guidando sulla Tor Carbone nell'ora di pieno traffico..e cosa c'era? un CICLISTA.
.. anche se come modo per andare all'altro mondo è un po' banale.

c) il giorno prima dell'esame mi stavo gustando una meritatissima puntata di Desperate Housewives, passa mio padre e mi fa ''Giulia, domani hai l'esame non ti sembra il caso di studiare invece di vedere un film?''
.. inutile dire che ringhiata gli sia arrivata come risposta.

E adesso, sempre a scopo scientifico, invito i miei cari numerosi ed affezionatissimi lettori (??) a contribuire con la loro eventuale personale esperienza con persone stanche di vivere. Grazie.

venerdì 10 luglio 2009

calabria saudita

Avevo scritto questo agglomerato di verità ben un anno fa, ma non so per quale assurdo, interplanetario, motivo non l'ho pubblicato. EBBENE per dovere di scienza, devo farlo adesso.

I calabresi.
Dopo un mese trascorso nel loro habitat naturale non ho potuto non accumulare un vasto repertorio di perle di saggezza, che mi accingo a riportare:

1) cercando di intrattenere una conversazione con una parente nonsobenechi, ella mi fa:
- "aaah brava guagliuna (=ragazza) , cosa studi all'università?"
- "Biologia" (io tutta fiera e impettita)
- "uh.. ( con fare dubbioso ) e cosa vuoi diventare? "
- " biologa -.- " (sbonk)

2) una lontana parente del mio uomo, lo saluta e poi guardandomi senza abbassare la voce:
- "E' la stessa dell'anno scorso?"

3) in un bosco un uccellino non riesce più a volare:
- " Giulia Giulia vieni ad aggiustarlo!! hai studiato queste cose, tu lo sai fare!!! "
- " .. io studio biologia, non veterinaria .. ma vabe'.. ci posso provare ... "
( notare: "aggiustarlo" - e il fatto che sul serio non riescono a capire cos'è la biologia T_T)

giovedì 11 giugno 2009

arte fisiologica

La fisiologia è una di quelle materie che in sè sono composte da altre 17-18 discipline, come ad esempio la fisica, la chimica organica e inorganica, la biochimica, l'anatomia, l'evoluzionistica, ecc.
E oggi ho scoperto che fra queste è compresa anche l'arte.
Infatti sto avendo delle serie difficoltà a disegnare una sezione di midollo spinale che non assomigli ad un culo.

sabato 25 aprile 2009

The (idiots) Club

Fantastico.

Adoro la tv.

Quando cerco ispirazione per scrivere qualcosa basta che la accendo e mi piovono addosso talmente tanti programmi o pubblicità idiote, che ho solo l'imbarazzo della scelta.
Ma oggi ha vinto il famigerato "The Club", su All Music.

Inanzitutto non so bene come classificarlo, perchè non è esattamente pubblicità, sebbene il prodotto ''in vendita'' ci sia, cioè la deficienza (che, scusatemi il commento, non credo comprerà nessuno, possiedendone ognuno già una propria discretamente abbondante); ma non è neanche un programma televisivo in quanto non possiede un presentatore, ne un tema (a parte anche qui, la deficienza), ne un inizio e una fine.

Comunque.

Ciò non mi impedisce di vedermelo quando voglio farmi quattro risate.


Allora, per andare con ordine voglio prima descrivere questa.. parentesi televisiva.

Fra un videoclip e un altro, fra una pubblicità e un'altra, talvolta, ecco la pseudosigla e inizia The Club:
come prima cosa appaiono due finestre: una con la faccia dell'idiota di turno, impegnato in un'improbabile sfilata, balletto, linguacce, ammiccamenti e occhiatine, inquadrature del suo fondoschiena o dei muscoli, e nell'altra il nome (quasi mai quello vero e praticamente sempre seguito da dei numeri, che tavolta indicano l'anno di nascita, che fa non raramente inorridire in quanto varia dagli anni 1990 ai '50) con un numero di cellulare al quale scrivere un costosissimo sms se si vuole conoscere il deficiente che sta scimmiottando nella finestra accanto.


Una volta visto ciò, inizia la parte più psico-sociologicamente interessante: l'interrogatorio.


Ne riporto qui qualche esempio per il quale ho persino preso appunti, da buona scienziata che studia i comportamenti animali:
(ammetto di non essermi potuta trattenere dai commenti, abbiate pazienza)

si vede questo tizio iperpalestrato, con una polo rosa maiale e con una tonnellata di gel nei capelli tale da far sembrare che è stato appena leccato da una mucca, sullo sfondo c'è qualcosa di simile ad una discoteca, luogo dove è evidentemente facilissimo trovare questi polli nel loro habitat naturale.


-Nome

Alex

-Età

18

-Che fai nella vita?

Studio [e fin qui, tutto normale]

-Che tipo sei? [questa è fantastica come domanda, ha le risposte più divertenti di solito]

Sono un tipo... simpatico, solare, affascinante, mi piace divertirmi, gentile e premuroso.. [perfetto, insomma. alla faccia della modestia]

-Single o fidanzato?

Single! [beh direi che non ti si accatta nessuno]

-Sei contento?

Sì, lo sono per scelta! [degli altri]

-Convivenza o matrimonio? [e qua iniziano le domande profonde]

Convivenza, prima bisogna conoscersi e poi forse ci si sposa. [dice, tutto orgoglioso della sua risposta apparentemente intelligente, non fosse che ho l'impressione che è la malcapitata a dover conoscere lui, piuttosto che il contrario]

-Credi nell'amore eterno?

No, purtroppo non esiste [eh vabè]

-Lo stai cercando?

Si [eh? ma se hai detto che..]

-Quale posizione preferisci del kamasutra? [tanto per rimanere in tema romantico]

hehehe tutte [ed è qui che è palese che non sa di cosa si sta parlando]

-Fai un saluto!

Ciao a tutte le ragazze che mi stanno guardando, sono bello e simpatico, contattatemi! [mi astengo da commenti va']


ora, prima di passare ad un altro esempio, voglio complimentarmi con chi si inventa le domande. Davvero. Intelletto notevole.

Ed ora un altro esempio, per completezza scientifica, ovviamente.
Musica da discoteca in sottofondo (eh quando ti sbagli?), luci di vari colori e poi appare lei.. 5° di reggiseno, trucco da far invidia al carnevale brasiliano e.. pantaloni di leopardo.

-Nome

Jessica

-Età

37 [me cojoni]

-Cosa fai nella vita?

Lavoro nel marketing [alias commessa nel retroscala di un grande magazzino]

-Qual'è la prima cosa che guardi in un uomo?

Il sorriso [il fondoschiena]

- Sei gelosa?

No, sono per le coppie aperte [ceeerto come no]

- Che tipo sei?

Sono simpatica, solare [siamo tutti solari??] , mi piace divertirmi e credo che l'età sia quella che uno sente dentro, non fuori! [eh ci credo!]

- Che uomo cerchi?

Un uomo bello, che mi faccia ridere, gentile e che abbia un bel.. sorriso.

- Fai un saluto

Ciao a tutti gli amici di The Club, mi chiamo Jessica e sono piena di risorse! Contattatemi!



Ora, al di là di tutti i possibili commenti e affermazioni cattivissime che in genere mi affollano la mente quando sto a sentire questo programma, devo dire che un merito gli va riconosciuto assolutamente: la capacità non rara in televisione di concentrare in così poco tempo così tanta idiozia. Notevole, complimenti!






sabato 18 aprile 2009

grafico 2

Ed eccomi di nuovo qui a dimostrare al mondo intero la mia perfetta padronanza (??) della matematica e di tutti i suoi annessi e connessi, e lo faccio mediante la creazione (a seguito di una fulminea illuminazione, ieri) di un altro grafico.
Dato che all'università ormai ne devo leggere uno ogni due righe, ho deciso di dedicarlo proprio a questo argomento, ovvero l'indice di gradimento del corso di Farmacologia e Tossicologia che sto seguendo rispetto al tempo. I più astuti noteranno tutti i più sottili e coltissimi dettagli, ma dato che ho anche a che fare con affezionati lettori del Bioparco, faccio una breve introduzione per renderne la comprensione più semplice e piacevole.

L'idea di questa mirabolante opera di Alta Statistica nasce dal fatto che la prof.ssa di questo corso non sembra avere un'idea unitaria e coerente della modalità d'esame alla quale sottoporci, mostrando repentini cambi di umore (e di personalità, dato che in alcune lezioni ha assunto sembianze e nomi diversi) che portano noi studenti a svariati rischi di infarto.

E voilà.

[cliccare sull'immagine per ingrandirla, perchè così, giustamente, non si legge una mazza]